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L’energia dei The Zen Circus esplode a Bologna: report live e scaletta

Il 18 febbraio alle 21.00 il Locomotiv è in penombra, un paio di luci azzurre illuminano il palco dove gli strumenti sono già ordinatamente posizionati e sullo sfondo una scritta: THE ZEN CIRCUS. Aleggia una strana atmosfera ovattata e quasi surreale di attesa, sospensione, come la calma prima della tempesta. C’è ancora poca gente, qualche gruppo di ragazzi seduti in cerchio per terra, qualcun altro da solo in piedi davanti al palco. Eppure si prospetta un sold out che ha costretto la band a concedere una seconda data. Come ci si aspettava, infatti, in tempi brevissimi il locale si è completamente riempito di gente, dai giovanissimi a quelli non più tanto giovani, ma tutti ugualmente trepidanti e pronti per cantare a squarciagola e saltare insieme ad Appino, Ufo, Karim e al “nuovo acquisto” alla chitarra Francesco Pellegrini.

Le voci si zittiscono nel momento in cui si accendono quattro fari bianchi sul palco ed esplode il rumore assordante di elicotteri in volo. “C’è bisogno di uomini con un senso morale…”, è proprio il monologo di Apocalypse Now ad accompagnare l’ingresso degli Zen Circus, che aprono il concerto con “La terza guerra mondiale” interpretata con un’energia travolgente. I primi brani si susseguono rapidamente, poche parole e tanta musica, solo una semplice regola: “Più voi fate casino, più noi facciamo casino!” ed infatti è stato così.
Un coro si è alzato a cantare con loro “Gente di merda” e poi “Vent’anni” che si è conclusa con una frase su cui tutto il pubblico si è trovato d’accordo: “Si presuppone che ad un certo punto si smetta di fare degli errori e invece col cazzo. Sempre peggio. E quindi cosa fai? Balli.

Energia allo stato puro è sicuramente la descrizione più azzeccata per un concerto durante il quale la band ha riproposto brani tratti da tutti i loro album in un excursus di due ore, da “Non voglio ballare”, “Ilenia”, l’ironica “Pisa merda” e “L’anima non conta” tratte dall’ultimo album uscito nel 2016, passando per “L’amorale”, “I qualunquisti” e “Nati per subire” dall’album del 2010 in un costante crescendo che li ha portati a ripescare “Fino a spaccarti due o tre denti” dal cassetto dei ricordi del 2005. Nonostante la stanchezza, come finale non poteva mancare “Viva”, penso attesa da tutti o comunque da me di sicuro. I live degli Zen Circus sono quel tipo di eventi che non si possono assolutamente perdere.

SCALETTA
La terza guerra mondiale
Canzone contro la natura
Gente di merda
Vent’anni
Non voglio ballare
Andate tutti affanculo
Ilenia
L’amorale
Pisa merda
Zingara
I qualunquisti
L’anima non conta
Terrorista
Vecchi senza esperienza
Mexican requiem
Ragazzo eroe
La democrazia semplicemente non funziona
Figlio di puttana
Canzone di natale
Fino a spaccarti due o tre denti
San salvario
Nati per subire
Viva

 

di Ilaria Sutti

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