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Lenny Abrahamson presenta Frank al Biografilm

Il regista irlandese Lenny Abrahamson (“Adam & Paul”, “Garage”, “What Richard Did”) è al Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna per la proiezione del suo ultimo film, “Frank“, proiettato a gennaio in anteprima al Sundance Film Festival (qui la nostra recensione).

Il protagonista è Jon (Domhnall Gleeson), aspirante musicista e compositore che si ritrova a sostituire il tastierista dei Soronprfbs, una bizzarra band capitanata da un cantante mascherato. Solo che quella grossa maschera di cartapesta non è un vezzo di scena: Frank, incarnato da un Michael Fassbender brillante e commovente, non se la toglie nemmeno per dormire, per lui è una seconda faccia.

Perché Michael Fassbender?
Non è stato facile scegliere l’attore più adatto per interpretare Frank. All’inizio pensavo che sarebbe stato meglio un attore poco noto, così che anche gli spettatori provassero la curiosità di scoprirne il volto. Un giorno però il produttore mi ha chiamato dicendomi: «Ho l’agente di Michael Fassbender al telefono». Michael aveva letto la sceneggiatura e se ne era innamorato. A quel punto mi sono seduto, ho preso un tè (con un po’ di whiskey): non riuscivo a crederci. Il punto di vista che Michael aveva sviluppato sul film e sul personaggio era fresco, efficace, oltre che molto simile al mio. E a chi mi domanda se non sia un peccato coprire il viso di un attore, per di più così bello, con una faccia finta, rispondo: cosa c’è di strano? Nicole Kidman lo fa in tutti i film!

E per Michael come è stato recitare con una maschera?
La maschera è un elemento capace di liberare quelle parti della nostra personalità che di solito teniamo nascoste. Michael ha anche uno spirito comico, da showman, e la maschera di Frank gli ha consentito di dimostrarlo. Ora vorrebbe indossarla in qualunque film: niente trucco, nessuna perdita di tempo prima di girare. Te la metti in testa e sei pronto.

La colonna sonora sarà pubblicata?
Certo, e comprenderà anche una bonus track: una canzone cantata da Michael ma non inserita nel montaggio finale. Tutti i pezzi che si ascoltano nel film sono stati composti ed eseguiti appositamente per “Frank”.

La sceneggiatura è liberamente ispirata a Frank Sidebottom, alter ego del comico e musicista britannico Chris Sievey. Quanto del vero Frank è confluito nel tuo protagonista?
Molto poco, quella di Sidebottom è una figura di entertainer. In comune hanno solo l’elemento della maschera. Vedo piuttosto delle similitudini con Chris Sievey, l’uomo che lo aveva creato, che era davvero un outsider, un tipo complicato e originale.

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