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Leo Pari, gioca con noi a “Pari & Dispari” [INTERVISTA]

Impegnato su più fronti, diviso fra serate in tour e ospitate in varie città della penisola, valigia sempre aperta e in essa mille idee, progetti ed avventure da percorrere in musica con i suoi “Lato B”, con gli amici “Thegiornalisti” con cui da un annetto collabora come musicista, e da solista. Musicista, Cantautore e Produttore (le iniziali maiuscole non sono casuali, sono un dettaglio che sottolinea che lo fa davvero e lo fa bene), da qualche tempo Leo Pari ci ha incuriosito molto, tanto da farci ripercorrere la sua carriera dagli esordi e ritrovarci ad avere il ritornello di “Ave Maria” (tratta da Spazio, il suo ultimo lavoro) costantemente in testa.

Ma dobbiamo essere onesti, quello che davvero ci ha rapito è stata la sua simpatia, la sua autoironia che traspare dai suoi social, e la goliardia nell’inventare termini che ormai usiamo un po’ tutti, e la cui paternità andrebbe protetta da copyright. Decidiamo così di tastare da vicino se Leonardo (Pari, non Di Caprio) è davvero così coinvolgente ed un uragano di simpatia, o è una maschera social che indossa per accattivare. Insomma gli abbiamo proposto di fare un gioco insieme per capire se davvero ci fa “Flyare” (termine ‘Pariano’ – questa è mia però – di analogia all’abuso di ‘ci fa volare’)….

Lo incontriamo prima della sua esibizione al NeapolitanTrips per la serata conclusiva della rassegna BeHappy, organizzata dall’associazione BeQuiet di Napoli, mentre è impegnato a colloquiare serenamente con i suoi fans, ben mimetizzato fra loro. Ci accomodiamo su un divanetto e gli proponiamo di fare un gioco, “Pari & Dispari”, lo spunto ce lo forniscono le anagrafiche, giocare alla conta e associare a ogni numero Pari una domanda “in musica” ad un Dispari una domanda “personale”. Leo, divertito, accetta di buon grado e mi chiede di iniziare subito con una dispari, perchè “al contrario del suo cognome, preferisce quest’altra tipologia di numeri”, e alla  fine dell’intervista speriamo che abbiate “Dyato” come noi.

Leo vado di dispari, Uno, si inizia sempre dal capostipite no? Sei frontman dei “Lato B”, abbiamo capito che in noi donne guardi gli occhi, le mani, il sorriso…
Buona questa! Innanzitutto spieghiamo che cos’è il progetto “Lato B”. È una iniziativa che abbiamo iniziato su “Battisti- Mogol” con Gianluca De Rubertis del Genio, Dario Ciffo dei Lombroso e Lino Gitto batterista dei the Winstons e tanti altri progetti, ormai giriamo l’Italia da due o tre anni riproponendo il repertorio di Battisti riarrangiato a modo nostro. Il nome del gruppo, Lato B, nasce proprio perchè questo progetto è un on- site project di reciproci progetti personali ed anche perche B come Battisti. Ma soprattutto, adesso lo ammetto, ci chiamiamo “Lato B” perchè quello che a me interessa nelle donne, è il viso (risate).

Due, pari, parliamo della tua arte… E’ passato oltre un anno dall’uscita di Spazio, nel frattempo sei impegnato su più fronti, Thegiornalisti, Lato B oltre che da solista. Sei produttore e talent scout, il tuo cognome è “Pari” nel senso che ti dividi e diventate due per fare tutto ciò?
Mi chiamo Pari ma sono uno solo, battutona eh? Lavoro tanto, questo sì. Mi piace lavorare, mi diverto a lavorare, è il mio passatempo preferito. Il mio è uno di quei casi fortunati in cui il lavoro e la passione per una cosa combaciano, per me non è affatto un sacrificio essere impegnato su così tanti fronti. Il tempo libero scarseggia, anche la mia fidanzata mi vorrebbe un po’ più disponibile a condividere momenti insieme, ma le passioni annientano, si sa.

Dispari, ritorniamo ad “impicciarci”: “i ragazzi bruciano come fiammiferi per non somigliare mai ai loro genitori, inventano il loro futuro tra pastiglie e sonniferi, non pregheranno  Dio ma i dottori!”, che rapporto ha Leo con le droghe?
Con le droghe ho un bellissimo rapporto (risate,ndr), con droghe intendo anche l’alcol ovviamente. Sicuramente ne ho provate molte, non tutte, alcune sono droghe davvero poco sociali e molto pericolose e le ho sempre evitate. Il discorso è uno ed è semplice. Le droghe esistono, ci sono e non mi sognerei mai di consigliare a qualcuno di farne uso, ma se uno proprio ne ha voglia e vuole provare perchè è curioso, va sempre fatto con attenzione, senza esagerare, bisogna fare il giusto. Finchè rimane un’attività ludica e ricreativa ha un senso, la schiavitù del vizio poi è sbagliata.

E’ un messaggio importante quello che stai lanciando, tu sei un personaggio pubblico,  hai un pubblico anche molto giovane, le tue parole possono essere d’esempio…
Sì sarebbe ipocrita dire che le droghe non esistono, io per droga intendo anche la cannabis e le cosiddette leggere, anch’esse possono diventare pesanti se usate senza intelligenza e rendendosene schiavi. Le droghe sono belle per divertirsi, non rimpiango niente di tutto quello che ho fatto, ma devono essere esperienze belle e vanno fatte con le persone giuste nei momenti giusti, nel momento in cui ci si accorge che qualche amico si ritrova in difficoltà per questa causa è dovere morale intervenire per far sì che torni sulla strada giusta.

Torniamo su Pari e parliamo di “Spazio” che noi abbiamo scoperto da poco, esso chiude una trilogia di album iniziata con “Resìna e Sirèna”. Un album orgogliosamente pop, elettronico ed innovativo. La sperimentazione è parte essenziale della tua arte?
Totalmente essenziale. La sperimentazione è fondamentale, mi piace sempre cambiare. Mi piace pensare che l’unico filo conduttore dei miei lavori sia il mio modo di scrivere e la mia voce non il sound delle canzoni. Amo dare un vestito sempre diverso alle mie opere, cerco di non ripetermi. Questi tre album sono una trilogia, sono stati pensati proprio insieme dall’origine, ma sono comunque diversi. Passo anche molto tempo a casa a sperimentare con sintetizzatori e riarrangiamenti diversi, provo a fare lavori spesso fini a se stessi, solo per il gusto di divertirmi.

Ritornando a quel passo di canzone che ti ho citato nell’ultima domanda dispari, genitori dicevamo.. Venditti in una canzone ci dice che il padre lo voleva avvocato e i tuoi come hanno preso la scelta di vivere di musica?
Devo dire bene. In famiglia sia io che mio fratello siamo musicisti, lui è un artista che suona soul e jazz io faccio pop e musica cantautorale, ma entrambi siamo stati sempre incoraggiati sulla scelta. Poi la musica è sempre girata in casa, pensa che mio padre faceva un altro lavoro, ma ha sempre suonato la chitarra per diletto. Quando eravamo ragazzi e volevamo comprare uno strumento poi ci veniva regalato a Natale. Io e mio fratello abbiamo lavorato molto insieme all’inizio, dopo abbiamo fatto scelte di generi musicali differenti.

Spesso sento queste persone dire “mio padre mi dice di andare a lavorare” ma la musica è un lavoro serio, è un lavoro vero. Nel momento in cui inizi a guadagnare te ne rendi conto davvero. E’ un falso mito quello che la musica sia un hobby.

Pari, quindi musica: appurato che “La seconda volta non si scorda mai” perchè è fatta con una consapevolezza diversa che ci permette di vivere appieno ogni esperienza, come è stato per te cavalcare il palco dei palazzetti “la prima volta” da adulto?
Pazzesco, e per questo devo ringraziare pubblicamente i miei amici e colleghi Thegiornalisti che fra tanti ottimi musicisti hanno creduto proprio in me. Io con loro lavoro molto bene, sono tre ragazzi che si sono fatti un percorso artistico giusto e onesto, hanno fatto la cosiddetta gavetta e adesso stanno raccogliendo i frutti di ciò che hanno seminato con sudore negli scorsi anni. Provo una profonda stima per Tommaso sia come autore che come musicista. Insieme a loro a maggio ho vissuto questa esperienza grandiosa nei palazzetti, il Forum d’Assago e il Palalottomatica di Roma. Ti dirò che forse è stato piuttosto azzeccato averlo cavalcato a questa età: è la più bella, la più consapevole. Se fosse accaduto all’età di diciotto anni avrei commesso molti più per errori, vuoi per inesperienza vuoi per  buffoneria. Forse sarei stato meno rigoroso nel lavoro.

Rieccoci alle temute dispari: nel quadro di conoscenza del Leo Nazionale a 360 gradi ci chiediamo cosa fa Leo quando non imbraccia una chitarra o un synth, che hobbies ha? Guarda serie  TV, fa piccoli lavori di falegnameria, colleziona e mette in ordine schede telefoniche?
No ti prego, la falegnameria proprio no. Leo quando riesce va in palestra per scaricare un po’ il nervosismo, sta con la sua ragazza, esce con gli amici, organizza cene, mi piacciono i ristoranti di un certo tipo.

Sì ecco, il mio hobby è l’enogastronomia, le serie TV… la sera in relax soprattutto d’inverno.

Pari, questa è una citazione dal repertorio di Leo autore: “anche quest’anno non andrai a Sanremo, datte na svegliata Giulio”, c’è anche il Festival della canzone nostrana nei tuoi piani artistici per il futuro?
Bah, non c’ho mai pensato onestamente. Chiaramente il Festival lo guardo, per dovere di italiano ma lo guardo. Su una mia ipotetica e futura partecipazione adesso non saprei che dirti o forse sì, lo sai che in realtà ci sono già stato? Non ero in gara io ma un mio pezzo, “La prima volta che sono morto” cantato da Simone Cristicchi, quindi sì, a Sanremo già ci sono stato in passato!

“Con i capelli lunghi, tutta la vita davanti, era l’estate del ’96. Poi ti ritrovi a 40 anni…”, dici in una canzone: più che chiederti come ti vedi a cinquanta ti chiederei guardandoti indietro – alla soglia dei venti e poi dei trenta – pensi di essere diventato la persona che immaginavi di essere?
In realtà “ ‘mi nipote ventenne” sarebbe fiero di “ ‘su zio” quasi quarantenne, di quello che è diventato e di quello che ha realizzato, quindi sì penso di essere esattamente quella persona perchè mi sento bene, appagato. Ora “ ‘tocca vedè se ‘su zio quarantenne sarebbe fiero de ‘su nipote ragazzetto” (risate, ndr)

Adesso chiudiamo con una domanda che è un ibrido, un po’ pari e un po’ dispari, un po’ ci interessa il percorso musicale e un po’ e per il sano e puro gusto dell’impiccio e del gossip: a proposito di futuro, ultimamente ti vediamo spesso in compagnia del Rissa (Thegiornalisti), lui ci aveva detto di recente che stava lavorando a dei progetti indipendenti rispetto al suo gruppo, la Snai quota a 0,5 un sodalizio fra voi due a brevissimo.
Ah vedi, lo da così alto? (sorriso sornione) Fossi in loro abbasserei la quota… Ti va bene come risposta?

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