Home > Interviste > Leoni dorati squarciano lo schermo del Palazzo del Cinema…

Leoni dorati squarciano lo schermo del Palazzo del Cinema…

… e traghettano la Mostra verso il futuro, sotto la guida scenografica di Dante Ferretti.

Per il quinto anno consecutivo la facciata del Palazzo del Cinema, specchio ed emblema della Mostra, è firmata Dante Ferretti. Colto davanti ai suoi leoni, lo scenografo, premio Oscar di Scorsese e Burton, ha sfidato la calura del red carpet di mezzodì per raccontarci, con inaspettata ironia, il percorso che ha condotto i tre leoni a sfondare lo schermo immaginario di questa 65. edizione e dello stato di salute dell’attuale cinema nostrano.

Da dove vengono questi leoni che squarciano lo schermo del Palazzo del Cinema?
Ha visto? Hanno rotto tutto lo schermo! Adesso bisogna ricambiare tutto. A parte questo… Normalmente ci sono gli attori che bucano lo schermo, in questo caso sono i leoni che lo sfondano da dietro. Sono messi in sequenza, dal più piccolo al più grande, che è pronto per andare così verso il nuovo Palazzo del Cinema, di cui quest’anno verrà depositata la prima pietra. Speriamo non sia l’ultima! Speriamo tra qualche anno di avere finalmente un nuovo palazzo, e io potrò venire alla Mostra in qualità di spettatore.

Lo scorso anno c’era un’ispirazione dichiaratamente felliniana, con la palla che sfondava la parete…
Si lo scorso anno c’era dietro questa ispirazione felliniana qualche messaggino, ognuno poi lo poteva leggere e vedere come voleva. Quest’anno il messaggio è un altro: abbiamo tolto tutti i leoni che stavano qua qualche anno fa e rappresentavano la Mostra per il suo passato, ora invece questi nuovi leoni cercano un nuovo rifugio, uno zoo, una gabbia. E speriamo che sia pronto presto, in modo tale che i leoni tornino tranquillamente nel loro stato, in cattività.

Lei prima si augurava di tornare i prossimi anni nelle vesti di spettatore. In realtà è da un po’ di tempo, che a parte qui, a Venezia, con il Palazzo del Cinema e alcuni lavori con la lirica (è stato scenografo e regista per opere liriche alla Scala di Milano e allo Sferisterio di Macerata, oltre che New York e Parigi, ndr) manca dai set italiani…
Sì, fra un po’ mi faranno anche cantare! Comunque, a parte gli scherzi, sono cambiate molte cose in Italia, nel cinema,… C’è una sorta di neo-neo-realismo, nel senso che si usano molto le location vere, perché il cinema costa molto, poi però il problema sono le cifre, che vanno rispettate. Ci sono le nuove generazioni di scenografi di registi: c’è da parte loro, penso e credo, rispetto, ammirazione. Tante volte ti dicono “dobbiamo fare un film insieme“, poi però nel cinema, purtroppo, non sempre budget e progetti sono compatibili. Una volta si facevano tanti film, la gente andava di più al cinema, c’erano più quei cosiddetti kolossal. Certo, per me è diverso: ora faccio opere, faccio i musei. Poi, chissà, un giorno mi metteranno dentro un museo.

Quest’anno si dice che la Mostra del Cinema sia molto italiana…
Meno male! Quando si va in Francia è molto francese, quando si va in Germania è molto tedesca, e noi siamo in Italia… In realtà a controllare il programma, c’è soltanto un film in più! E poi, anche fosse, perché no? Speriamo che siano, e lo saranno sicuramente al 100%, dei bellissimi film.

Scroll To Top