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  • Leverage: Tides

    Leverage

    Data di uscita: 25-01-2008

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Operazione Recupero Perle

Tra i meriti di Jorn Lande vi è senza dubbio l’aver condotto l’AOR verso binari più marcatamente heavy. Così sposati riffing e melodia, il connubio si presenta come una delle ricette più frequentemente servite sul piatto Frontiers. Ma, nel caso che ci occupa, si è dinanzi ad una band di rare qualità. Per quanto “Tides” sia stato solo il debutto discografico dei Leverage, pubblicato nel 2006 esclusivamente in Finlandia ed in Giappone, la band finnica si è fatta subito notare per l’incredibile resa: quarantacinque intensi minuti di hevy melodic, che riportano alla mente alcune sonorità eighties. L’esempio che Joe Lynn Turner ha dato su quel famoso/famigerato LP dei Purple, “Slaves And Masters”, riuscirà a risparmiarci uno sproloquio descrittivo. Perché, si sa, parlare di musica è come ballare di architettura. Eppure, non si può sorvolare sulla circostanza che l’album non presenta un solo punto morto, non rallenta, non traccia una linea melodica predefinita o trascinata dall’inerzia. Tra sconfinamenti nel progressive e nell’hard rock, citazioni di Blackmore e, talvolta, dei Ten, “Tides” si snoda attraverso un percorso di melodie indovinate ed eseguite con impeto e capacità. Una rivelazione o, meglio, l’ennesima dimostrazione di forza da parte delle band scandinave sulle precotte sonorità transoceaniche.

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