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  • Lia Ices: Grown Unknown

    Lia Ices

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Ghiaccio bianco

Pensavano fosse un fantasma tornato dall’aldilà e invece si trattava di una giovane musicista statunitense. Dalla pelle candida e forse anche dall’aria un po’ stregata, ma pur sempre un essere umano in carne ed ossa. Pallide.

Noi, però, siamo qui per parlare della sua voc e- che tanto deve a Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins – e dell’incanto redatto dall’insieme di strumenti che l’accompagnano nel percorso di “Grown Unknown”, secondo album in studio.
Nove tracce candide e pure, come se Lia non avesse mai perso l’innocenza di una bambina né fosse stata toccata dallo strafare delle vocaliste dei tempi odierni.

Pianoforte a gogo, tamburelli, gong soffusi, basi elettroniche se necessarie (“After Is Always Before”) e tanto misticismo.

Lia Ices strega, non c’è che dire.
Dal singolo “Daphne” in poi, la strada si è spianata clamorosamente per l’artista anti-folk, la quale ora cavalca senza troppi problemi le onde degli aftermath di avere cazzi e controcazzi. Sempre in maniera molto galante, ovvio.
Noi ci inchiniamo e attendiamo la prossima mossa.

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Contro

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