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Liberalizzati i diritti connessi. E la SIAE?

Il decreto sulle liberalizzazioni ha sancito la fine del monopolio di fatto esercitato sino ad ora dall’IMAIE (oggi “Nuovo IMAIE”) sui cosiddetti “diritti connessi” degli interpreti ed esecutori; è rimasto però inalterato il monopolio della SIAE sui diritti degli autori ed editori.

Vediamo meglio di cosa si tratta.
Per comprendere cosa siano i “diritti connessi”, dobbiamo partire dai diritti d’autore. Come è noto, questi ultimi danno agli autori la facoltà esclusiva di diffusione e sfruttamento economico della propria opera (cioè il diritto di riproduzione, copia, vendita, ecc.). La riscossione dei proventi derivanti dalle licenze e autorizzazioni di tali diritti spetta, in via esclusiva, alla SIAE.

Accanto a questi diritti, ve ne sono altri attribuiti a chi, invece, con la propria attività di impresa o con la propria creatività, interviene sull’opera stessa. Sono detti “diritti connessi” e spettano non agli autori-primi delle opere, ma agli “interpreti ed esecutori” delle opere medesime e ai produttori e case discografiche per la pubblica diffusione di musica registrata.

Insomma, i titolari dei diritti connessi non sono gli autori originali che hanno “creato” l’opera, ma coloro che vi hanno comunque partecipato da un punto di vista industriale (come il produttore fonografico) oppure da un punto di vista professionale tecnico/creativo (gli interpreti ed esecutori).

L’articolo prosegue per “La Legge per Tutti” a questo indirizzo

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