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Libro Vs Film: L’adattamento di Cinquanta Sfumature di Grigio

Il bestseller “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E. L. James è arrivato al cinema, con la regia di Sam Taylor-Johnson, e Dakota Johnson e Jamie Dornan nei panni dei due protagonisti Christian Grey e Anastasia Steele (qui la nostra recensione e qui le foto dall’anteprima berlinese).

Quali scelte hanno compiuto gli sceneggiatori di “Fifty Shades of Grey” Kelly Marcel (prima stesura), Patrick Marber e Mark Bombarck (versione definitiva) per adattare il libro al grande schermo? Quali le differenze col romanzo? Chi ha amato il libro gradirà il film?

Il romanzo “Cinquanta Sfumature di Grigio” è scritto interamente in prima persona secondo il punto di vista di Anastasia Steele. La prima scelta che gli autori hanno dovuto affrontare è stata quindi decidere se inserire o meno la voce narrante. Sam Taylor-Johnson ha optato per il no, con le relative difficoltà che questa assenza comporta.

Nel romanzo, infatti, i comportamenti di Christian Grey sono raccontati attraverso i filtri delle insicurezze e delle paure di Anastasia, che non si sente all’altezza del ricco uomo d’affari e non crede che lui possa essere prima attratto e poi innamorato di lei.

Rinunciando alla voce fuori campo, il personaggio di Christian Grey deve così agire secondo i propri schemi, facendo capire agli spettatori le proprie motivazioni esclusivamente attraverso le azioni. E dall’altra lato c’è la difficoltà di rendere sul grande schermo l’intricata matassa di pensieri che alberga nella testa di Anastasia. Nel film la soluzione è totalmente affidata alle capacità degli attori: le espressioni facciali di Dakota Johnson devono dare un’idea dei suoi pensieri, mentre il profilo di Christian cambia, rendendolo quasi da subito meno freddo e più innamorato rispetto al libro.

E qui nasce uno dei punti deboli dell’adattamento cinematografico: la mancata integrazione di amore e sesso. Contrariamente a quanto accade nel libro, nel film l’amore viene fin da subito in primo piano, facendo già intuire che sarà anche la cura per le “perversioni” di Christian Grey. Nello sviluppo di una classica trama romantica si inseriscono scene di sesso molto esplicite che poco lasciano all’immaginazione, parti intime degli attori Dakota Johnson e Jamie Dornan comprese. Con un Christian Grey più “cucciolotto”, però, le scene osé possono essere quasi percepite come un’interruzione, non è detto piacevole, alla trama romantica che coinvolge i due protagonisti. Tuttavia è chiaro un “Cinquanta Sfumature di Grigio” senza la sua parte erotica sarebbe stato come un babà senza rhum: impossibile.

In più, i tempi del grande schermo impongono che la lunghezza di un film di questo genere si attesti sulle due ore circa: e così, se nel libro c’è tutto il tempo per dare carattere ai personaggi, compresi quelli secondari, nel film il discorso cambia e diventa difficile anche rendere la psicologia dei protagonisti. Prendiamo come esempio Anastasia. Secondo quanto descritto nel romanzo e in linea con la personalità della Bella di twilightiana memoria (ricordiamo che “Cinquanta Sfumature di Grigio” nasce da un fan fiction della saga di Stephenie Meyer), Anastasia è una ragazza molto altruista, che arriva a mettere se stessa dopo gli altri, così quando la coinquilina e migliore amica le chiede di occuparsi dell’intervista a Mr Grey, dal momento che lei sta male, Anastasia lo fa con grande sacrificio perché è indietro con lo studio per l’esame finale prima della laurea. Sullo schermo, invece, sembra quasi che Anastasia sostituisca l’amica per abbondanza di tempo libero, e non si capisce perché non si sia almeno presa la briga di leggere la biografia del soggetto intervistato.

Con l’evidente intenzione di far felici i fan, sono stati inseriti fedelmente nel film interi brani dei dialoghi tra i due personaggi, che in un contesto quale quello descritto, perdono l’efficacia che hanno nella versione scritta della storia. Ben fatta invece, la trovata per rendere sul grande schermo lo scambio di e-mail tra Christian e Anastasia, che diventerà ancora più centrale nel seguito della storia, dal momento che è l’unico mezzo di comunicazione che consente ad Anastasia di non essere intimidita dal suo multimilionario e di parlargli in maniera più schietta.

La regista Sam Taylor-Johnson sul set con Jamie Dornan e Dakota Johnson

La regista Sam Taylor-Johnson sul set con Jamie Dornan e Dakota Johnson

Il sadomaso è un elemento chiave nella trilogia di E. L. James, dove viene spiegato attraverso le parole di Christian. Già nel libro i due protagonisti si limitano a una versione “edulcorata” del sadomaso, rendendolo accettabile alle grandi masse nonostante non siano mancate le critiche, che consistono sostanzialmente nella condanna della violenza sulla donna, ma bisogna dire che il sadomaso è una cosa ben diversa dai comportamenti degli uomini violenti che picchiano le proprie compagne o peggio. Come Christian non fa che ripetere nel libro, «Siamo qui per il piacere»: il sadomaso è praticato tra adulti consenzienti che traggono piacere da questo tipo di pratiche. Dire che il dominatore è un sadico e il sottomesso un masochista sarebbe psicologismo spiccio. Vederci una pratica maschilista ancora peggio: come emerge nel libro, meno nel film, non è affatto detto che il dominatore sia un uomo e la sottomessa una donna, anzi. Oltre al fatto che lo slave, come viene sottolienato nel libro, ha la sua parte di potere in questo tipo di rapporto. Dire che il sadomaso è violenza contro la donna è come dire che la fellatio è maschilista, mentre il cunnilingus è femminista.

Fatta questa premessa: come viene rappresentato il sadomaso nel film? Nonostante le scene di sesso siano molto ridotte rispetto al libro, così come le spiegazioni che Christian dà di queste pratiche, Sam Taylor-Johnson è riuscita a rendere l’idea di cosa accade in un rapporto sadomaso e delle motivazioni che secondo i romanzi spingono Christian a praticarlo. Un vero peccato che quando Christian rivela una parte così importante di sé, Anastasia nel film stia dormendo!

La colonna sonora con la quale E. L. James accompagna le pagine del primo libro è composta da molti pezzi di musica classica, da Chopin a Bach senza dimenticare La Traviata di Verdi, ma anche da brani di Damien Rice, Bruce Springsteen, Frank Sinatra con “Witchcraft”, Britney Spears con “Toxic”, Amy Studt con “Misfit”, Kings Of Leon con “Sex On Fire” e altri. Come già si poteva intuire dalla tracklist pubblicata, la soundtrack del film è stata integrata con altri brani, comunque funzionali.

L’aver ridotto i personaggi secondari a mere comparse, pensiamo a Kate Kavanagh, la migliore amica di Anastasia, e gli aneddoti sulla vita privata dei due protagonisti, fa sorgere qualche domanda sui sequel, “Cinquanta Sfumature di Nero” e “Cinquanta Sfumature di Rosso“. Dal momento che sembrano già confermati, chiunque li curerà dovrà recuperare in corsa il terreno narrativo perso.

Veniamo al finale. È di pochi giorni fa la notizia che la regista Sam Taylor-Johnson e l’autrice del libro E. L. James non fossero d’accordo sulla battuta finale del film, e che alla fine abbia trionfato quest’ultima. Non sappiamo se a cambiare sarebbe stato l’intero dialogo o quella singola parola, ma a vederlo, a nostro parere, funziona meglio l’idea dell’autrice: la parola “red” in quel contesto non avrebbe avuto senso e avrebbe creato più problemi alla riappacificazione di Christian Grey e Anastasia Steele, che avviene nel capitolo successivo (ovviamente, non ci sarebbero stati altri due libri se la storia fosse finita lì). La pace si basa proprio su un compromesso di coppia, per cui Christian accetta di essere innamorato di lei ed è disposto a darle di più, e lei ammette di aver completamente dimenticato la safeword.

Insomma, chi è stato fan del libro non dovrebbe restare deluso dal film, nonostante le inevitabili riduzioni e modifiche che i tempi diversi del grande schermo hanno richiesto.

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