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Ligabue: il bis allo Stadio Massimino di Catania

Sono le 21.20 e l’atmosfera si è già riscaldata allo Stadio Massimino di Catania per il secondo round siciliano del Mondovisione Tour. Nell’attesa che il rocker Luciano Ligabue raggiunga il palco, i fan più sfegatati urlano “Fuori Fuori”. Ma passano ancora una decina di minuti prima che lo show abbia inizio.

Le luci sulla platea vengono sostituite da altre  sullo schermo mentre quelle degli accendini illuminano il cielo siciliano. Lo zio Liga finalmente sale sul palco accompagnato dalla sua band più carica che mai, pronti a partire a tutto rock sulle note del “Il Muro Del Suono”. Mi sorge però un dubbio: perché indossa gli occhiali da sole? Forse perché la troppa lontananza dagli stadi lo ha reso un po’ nostalgico di quei tempi ormai lontani, da quando i suoi più fedeli fan hanno iniziato a seguirlo. Durante la serata, non a caso, viene proiettata qualche vecchia foto in ricordo di quelli che furono i suoi primi esordi nello scenario musicale.
Il rocker prosegue con “Il Volume Delle Tue Bugie” e “Sulla Mia Strada”. Dopo le prime tre canzoni, Ligabue saluta con ironia: “Catania 2 la Vendetta”. Ammetto, è stato originale! Tanto da sentir rimbombare nello stadio una risata collettiva. Poi, le due premesse del rocker: “Non potete essere gli stessi di ieri”, “Con voi, questa sera, termina la prima parte del tour e vorrei lasciare un bel ricordo”. Sulla prima ho qualche dubbio dato che di gente che lo attendeva ce n’era e anche da tanto tempo, così folli da non sottovalutare la possibilità che alcuni di loro abbiano pensato di fare un bis. Ma questo resta un dubbio! Sulla seconda.. beh, devo dire che ci è riuscito, eccome.

Il palcoscenico è davvero degno di un concerto di Ligabue con uno schermo semicilindrico che spegnendosi e accendendosi a ritmo, sembra abbia il controllo di tutta la platea.

Lo spettacolo continua con “Ho Messo Via”. Ad accompagnare una scaletta emozionante, simile a quella della serata precedente pur con qualche variazione, c’era una sfilza di aforismi proiettata sullo schermo del palco. Ed è proprio grazie a quelle frasi gigantesche troppo vere, che l’atmosfera si fa più intima. Tra l’altro Ligabue, riesce benissimo a comunicare con il suo pubblico tanto da rendere il concerto davvero unico e speciale.
Tocca poi a “Ciò Che Rimane Di Noi” con un video che mostra il battito di un cuore umano che ci fa sentire tutti un po’ uguali di fronte al dolore e dimostra quanto Luciano ligabue sappia colpire ancora il nostro di cuore. Stessa cosa che accade quando arriva il turno della canzone tanto attesa dal pubblico femminile, “Le Donne Lo Sanno” e anche la tribuna stampa inizia a lasciarsi andare con questo brano, ballando a tempo.

Gli animi si “rilassano” un po’ con “Nati Per Vivere” e “Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha”, prima dell’esplosione di gioia danzereccia quando Ligabue chiedere retoricamente “Ma come chi cazzo siamo? Siamo chi siamo!”, per introdurre appunto “Siamo Chi Siamo”.
Quando arriva il momento della “pausa”, Ligabue decide di far cantare il pubblico.
Per fortuna dura poco, e Ligabue torna a farci sognare con uno dei suoi più recenti brani: “Tu Sei Lei”. Segue “A Che Ora E’ La Fine Del Mondo”, “Piccola Stella Senza Cielo”.

Il rocker lascia spazio anche a qualche riflessione sugli abusi di potere e sul presente che sta vivendo la nostra Italia, e quale canzone meglio de “Il Sale Della Terra” può descrivere tutto questo? Le luci si tingono di rosso e sullo schermo appaiono citazioni di Indro Montanelli , come “L’amore per il potere esclude tutti gli altri”. La frase che ci tocca di più, però, è “Quando il potere dell’amore avrà superato l’amore per il potere, si avrà la pace” di Jimi Hendrix. E’ davvero lodevole il fatto che Ligabue abbia curato il tutto nei minimi dettagli e, senza dubbio, i fan al termine di questa serata dimenticheranno qualche canzone in scaletta, ma non di certo le emozioni provate.
Siamo quasi alla fine sulle note di “Il Meglio Deve Ancora Venire”, anche se in realtà il meglio è già arrivato, e da due ore. E’ il turno di “Tra Palco E Realtà”, dopodiché Ligabue e la sua band lasciano il palco.

Appare del tutto vano il tentativo di farci credere che lo spettacolo sia davvero finito, e senza un bis. E, infatti, il rocker torna sul palco, reclamato per meno di 10 minuti dai fan, e canta “Quella Che Non Sei” e l’immancabile “Certe Notti”. Molti avrebbero scommesso chelo zio Liga ci avrebbe salutati con “Buonanotte All’Italia”, e invece a sorpresa Ligabue ci lascia con “Con La Scusa Del Rock’N’Roll”, facendoci ballare ancora una volta.
Grazie alla sottigliezza e all’ironia con il quale ha affrontato la serata, alleviando i nostri animi afflitti dai pensieri quotidiani, Ligabue ha reso lo spettacolo “leggero” per due ore di fila. Così leggero da sembrare di non essere abbastanza e di volare via troppo in fretta dal cuore dei fan. Ma è una sensazione che dura solo i primi minuti dopo il concerto, probabilmente dovuta alla sua lunga assenza dagli stadi. E, invece, possiamo ritenerci soddisfatti della serata. Ligabue ha ragione: si, proprio un bel ricordo, come quello di un bellissimo sogno.

E allora, “arrivederci mostro”!

La scaletta del concerto:
Il muro del suono
Il volume delle tue bugie
Sulla Mia Strada
Ho messo via
Ciò che rimane di noi
Le donne lo sanno
Nati per vivere
Il giorno di dolore che uno ha
Siamo chi siamo
Leggero
Lambrusco e pop corn
Balliamo sul mondo
Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
Per sempre
L’odore del sesso
Urlando contro il cielo
La neve se ne frega
L’Amore Conta / Marlon Brando/ Quando Canterai La Tua Canzone
Tu sei lei
A che ora è la fine del mondo
Piccola stella senza cielo
Il sale della terra
Il meglio deve ancora venire
Tra palco e realtà

Bis:
Quella che non sei
Certe notti
Con la scusa del rock’n’roll

 

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