Home > Recensioni > Lights Out – Terrore nel buio
  • Lights Out – Terrore nel buio

    Diretto da David F. Sandberg

    Data di uscita: 04-08-2016

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

Capita, ogni tanto, di avere una buona idea, semplice e d’impatto. Un’idea che non necessita di alcun tipo di sottotesto, ma che funziona essenzialmente per quello che è, trovando la propria completa espressione in forma di cortometraggio.

Capita, ogni tanto, di attirare l’attenzione del pubblico con quella stessa idea, incontrare James Wan e trasformare un corto semplice ma funzionale in una ridicola baracconata.

In origine, “Lights Out” di David F. Sandberg, premiato al Bilbao Fantasy Film Festival 2014, era un cortometraggio molto scarno, ma a suo modo interessante: una donna nota una figura nell’oscurità, ma una volta accesa la luce, la figura scompare. La cosa si ripete più volte, fino al colpo di scena finale. Un gioco che può funzionare in un corto di poco più di due minuti, ma si rivela certamente difficile da adattare ad un film di più di ottanta.

Come fare, allora, a riempire il vuoto di sceneggiatura? Sandberg e lo sceneggiatore Eric Heisserer — uno dei responsabili del remake di “A Nightmare on Elm Street” del 2010 e del prequel de “La cosa” del 2011 — sembrano voler risolvere la questione traendo ispirazione da film come “The Ring” di Gore Verbinski (e, molto più alla lontana, all’originale di Hideo Nakata) o l’ottimo “Babadook” di Jennifer Kent, confezionando una storia di disagio familiare, in cui la depressione di una madre e il suo difficile passato risultano essere centrali.

A ben guardare, lo stesso “Babadook” era ispirato ad un vecchio corto del 2003 della Kent, “Monster”, ma le cose non sono andate altrettanto bene per il buon David F. Sandberg.

Al centro di “Lights Out – Terrore nel Buio” ci sono Sophie (Maria Bello, “Prisoners”) e i due figli Rebecca (Teresa Palmer, “Triple 9”) e il piccolo Martin (Gabriel Bateman, “Annabelle”).

Rebecca è una giovane donna che, dopo aver trascorso un’infanzia travagliata a causa dei disturbi della madre e della scomparsa del padre, ha deciso di lasciarsi il passato alle spalle e di andare a vivere da sola. Adesso, però, anche suo fratello minore Martin sta vivendo le stesse esperienze terrificanti. Il bambino non riesce a più a dormire, terrorizzato da una spaventosa presenza che rifugge la luce e che sembra legata morbosamente a Sophie.

La breve storia sulla paura del buio viene così trasformata in quella di una famiglia disfunzionale, senza che nessuno abbia davvero gli strumenti o la sensibilità per portare avanti un’operazione tanto complessa, utilizzando il dramma della depressione e dei disturbi mentali come mero pretesto narrativo.

Il risultato è un pasticcio dozzinale e noioso, costruito, inutile dirlo, sulla costante ripetizione dello stesso, grossolano, jumpscare.

“Lights Out – Terrore nel Buio” rimane essenzialmente un corto annacquato e mal scritto, che si muove maldestramente in territori noti e, al di là della premessa, non azzarda nessuna soluzione originale. Un film che non funziona nemmeno come puro intrattenimento, figlio di un certo tipo di horror che sta mettendo a dura prova la pluralità del genere.

Pro

Contro

Scroll To Top