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    Lilies On Mars

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Questo zucchero è carbone!

Le Lilies sono due ragazze italiane molto cool, trapiantate a Londra (sempre più cool) e che recentemente hanno accolto nella band anche un batterista canadese (non americano, non britannico, canadese. Smodatamente cool).

“Wish You Were A Pony”, neanche a dirlo, è il loro secondo album ed è tremendamente cool, modaiolo come non mai, con la massiccia influenza del loro patrono: undici brani che spaziano dal dream pop allo shoegaze, molto indie e con ritmiche folk, certamente particolare ma purtroppo caotico, confuso, anche più di quanto ci si aspetterebbe da un disco simile, cosa che finisce con l’alterarne il possibile apprezzamento.

Sono brave a intuire e cavalcare la moda del momento, ma faticano a entrare davvero in testa a chi le ascolta. Hanno carattere, talento e mezzi per creare qualcosa di buono, con questo album si stanno avvicinando ma ancora non ci sono riuscite: troppi contrasti e troppo stridenti, l’effetto di disorientamento invece che incuriosire finisce con lo stancare e l’atmosfera generale ne esce a pezzi.
Aspettiamo che trovino il loro equilibrio.

Pro

Contro

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