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Linkin Park al Rock in Roma 2015, report live e scaletta

L’estate volge al termine e con essa anche il Rock in Roma 2015, che ha scelto di chiudere il 6 settembre col The Hunting Party Tour dei Linkin Park e i Simple Plan.

L’ippodromo inizia ad affollarsi presto, come sempre nelle grandi occasioni, e nel tardo pomeriggio già la folla si perde a vista d’occhio. Il concerto non è sold out ma non devono essere rimasti molti biglietti invenduti al botteghino a occhio e croce.

A dare inizio alla serata sono i Simple Plan con “Shut Up”, brano tratto da Still Not Getting Any… del 2004, per poi proseguire con la più recente “Can’t Keep My Hands Off You”. Pierre Bouvier è in discreta forma e spesso intervalli i brani in scaletta con qualche parola in italiano per il pubblico, specie quello femminile, di cui loda la bellezza. “Summer Paradise” è la canzone che manda più su di giri il pubblico che la canta a gran voce, nonostante l’attesa per i Linkn Park sia palpabile. Con Perfect si chiude l’esibizione dei Simple Plan.

Non appena si spengono le luci e il palco resta vuoto, si iniziano ad alzare i primi cori che invocano i Linkin Park. Chester e soci non si fanno attendere troppo e quasi puntuali iniziano lo show con “Papercut” e una grande onda di energia che si propaga sul pubblico.

A salti di 7 anni la scaletta prosegue con Given Up (Minutes to Midnight, 2007) e la recente Rebellion, e in due ore di concerto attinge un po’ a tutti i dischi dei Linkin Park, accontentando sia i fan della prima ora che gli ultimi arrivati.

La voce di Chester irradia di colori l’aria intorno a sé come un prima colpito dalla luce, passando dalla dolcezza all’arrabbiato per poi tornare a pezzi più cantati.

Oltre la metà concerto, Mike Shinoda vuole fare un regalo ai presenti restando sul palco senza Chester per eseguire Remember the Name e Welcome, entrambi pezzi del gruppo parallelo del rapper, i Fort Minor.

Il pubblico gradisce l’omaggio di Mike Shinoda e lo accompagna con entusiasmo, lo stesso dimostrato durante l’intera serata.

Il legame che si è creato tra i Linkin Park e il loro pubblico al Rock in Roma non è facile da rendere con le parole perchè lo si può confondere col normale livello di feeling che si crea in un live ben riuscito tra la band e i fan. A Roma gli stessi Linkin Park hanno difficoltà a essere sicuri sia reale: il pubblico canta tutte le canzoni a memoria mentre il fan club ha organizzato un flashmob a base di palloncini colorati e luci, molto scenico visto dal palco. E poi c’è quell’alchimia, inspiegabile a parole, ma che ha fatto diventare lucidi gli occhi di Chester mentre Mike ha continuato a guardare meravigliato il pubblico fino a quando non gli è scappato un applauso spontaneo e si è girato verso i suoi compagni per avere la conferma dell’incredibilità dell’evento.

Prima del bis i Linkin Park ci hanno tenuto a ricordare Alessandro, un ragazzo del fan club morto in un incidente stradale, e gi hanno dedicato la sua canzone preferita, A Place for My Head. Dopo aver giocato col pubblico sulle note di Bleed It Out, i Linkin Park sono scappati dall’Ippodromo non appena scesi dal palco. Rotto il ghiaccio con Roma non abbiamo dubbi sul fatto che ritorneranno.

La scaletta del The Hunting Party Tour dei Linkin Park al Rock in Roma 2015

Papercut

Given Up

Rebellion

Points of Authority

One Step Closer

A Line in the Sand

From the Inside

Runaway

Wastelands

Castle of Glass

Leave Out All the Rest / Shadow of the Day / Iridescent

Robot Boy (instrumental)

New Divide

Breaking the Habit

Darker Than Blood (Steve Aoki cover)

Burn It Down

Final Masquerade

Remember the Name (Fort Minor cover)

Welcome (Fort Minor cover)

Numb

In the End

Faint

 

Encore:

A Place for My Head

Waiting for the End

What I’ve Done

Bleed It Out

 

La scaletta dei Simple Plan:

Shut Up

Can’t Keep My Hands Off You

Jump

Welcome to My Life

Your Love Is a Lie

You Suck at Love

Boom

When I’m Gone

Jet Lag

I’d Do Anything

Summer Paradise

I’m Just a Kid

Perfect

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