Home > Recensioni > Lisa Hannigan: Passenger

Correlati

As-solo (è meglio)

Già da tempo Lisa Hannigan ha dimostrato che di non esser stata solamente la corista di Damien Rice. Il distacco da uno dei più grandi cantautori contemporanei, avvenuto per divergenze sulla composizione, è avvenuto senza traumi, regalando alla musica una grande cantautrice.
Anche Mejerchol’d disse addio al suo mentore Stanislavskij e il teatro ne fu ben felice. I grandi, a volte, devono camminare da soli.

A più di tre anni dalla sua prima prova, “Sea Sew”, la bella Lisa è tornata con dieci nuove composizioni riunite sotto il titolo “Passenger”. Un making-of che circola in rete testimonia la solerzia con la quale la cantautrice e i suoi musicisti lavorano.

In questo nuovo prodotto la Hannigan si mantiene sulla stessa linea folk-melodica di “Sea Sew”, lasciando talvolta spazio a pezzi più esuberanti come “Knots”. Il bel duetto con Ray LaMontagne in “O Sleep” conferma la sua capacità di circondarsi delle persone giuste. “Home” e “Little Bird” rappresentano le vette del lavoro di un fenomeno non certo di pasaggio.

Pro

Contro

Scroll To Top