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Lita Ford: Tutti Pazzi Per Lita

Lita, che è entrata nella leggenda forse grazie soprattutto alla sua vita sregolata che per le sue doti musicali, può anche permettersi di essere intervistata con la voce in pigiama e la tazza di caffè in mano.

Lita, che molti ricordano solo per il duetto con Ozzy Osbourne (“If I Close My Eyes Forever”), è stata prima di tutto la leader di una delle primissime all-girl band (le Runaways, di recente protagoniste di un biopic con “Bella” Stewart nei panni di Joan Jett), torna dopo un album bruttino, e si appresta a calcare i palchi in uno dei tour più interessanti della stagione (che, ovviamente, toccherà solo gli USA), in un trittico di glam/hard rock storico, con Poison e Def Leppard. Lita, che sta sopravvivendo alla distruzione della sua vita famigliare, a causa di un divorzio tormentato con custodia dei figli (per ora) negata.

Ladies and rockers, ecco a voi Lita Ford.

Ci sono dei collegamenti fra il titolo dell’album e la tua vita, privata e professionale?
Sì, naturalmente ci sono collegamenti con entrambi gli aspetti della mia vita. Così tante decadi di rock’n’roll sono passate! Le Runaways erano attive dal ’75 all’88, poi c’e’ stato l’album “Dancing On The Edge” e molti altri, e per tutti questi anni i fan mi hanno amata. Infatti, la canzone omonima dell’album nuovo è per loro, per i miei genitori, che mi hanno sempre incoraggiato. E mia madre, a cui sono particolarmente legata, diceva con quel suo particolare accento italo americano “Vai Lita, spaccagli il culo”. E il ritornello del brano dice proprio “Vai tesoro, vai. Non puoi mai fermarti o smettere quando vivi come una fuggitiva”. e i miei fan mi incoraggiavano dicendo “Vai Lita, non fermarti, continua a rockeggiare”. Quindi, è una canzone che dedico a loro, e ovviamente anche a me stessa, dato che parla della mia vita personale.
A 52 anni sono dovuta scappare di casa, perché la mia vita era un inferno. Il titolo ha quindi un doppio significato: sono uscita con la valigia e la chitarra sulle spalle e non sarei più tornata.

Dev’essere stata dura per te andartene e ricominciare tutto da capo, come hai fatto pochi anni fa….

No, in realtà sapevo che era l’unica cosa da fare perché quell’uomo stava rendendo la mia vita un inferno. Io sono riuscita a canalizzare la rabbia e il dolore in questo album, che non parla di ritorno sulla scena o di cose materiali, ma solo di come lui mi ha trattato: ha messo i miei figli contro di me facendo loro il lavaggio del cervello. Suo che queste situazioni capitano spesso agli altri, ma io stop male. E volevo che il CD suonasse pieno di forza. Volevo che esprimesse la mia volontà di farcela e di uscirne.

E sicuramente ce la farai, dato che nel CD questa tua forza d’animo è quasi tangibile.
Sì, sono molto soddisfatta del risultato e orgogliosa di quello che ho fatto. La stampa ne è entusiasta e lo ha recensito molto bene. Poi seguirà un tour mondiale e devo dire di essere stata fortunata.

Quali sono le principali differenze tra il precedente “Wicked Wonderland” e questo nuovo lavoro?
Ah, sono come il giorno e la notte! (ride) Vediamo le più evidenti: “Living Like A Runaway” è un disco di Lita, mentre “Wicked Wonderland” non lo era, ma è stato pianificato e controllato da altri, scritto da altri. Invece questo è un lavoro interamente fatto da me, nel quale, come ti dicevo, sono riuscita a canalizzare la rabbia e la sofferenza. Gary Hoey, il chitarrista. È un grande musicista, nel campo da molti anni, e voleva dedicarsi anche a produrre i dischi. Bene, io mi sono imbattuta in lui proprio quando cercavo un produttore e non riuscivo a trovare nessuno che fosse in grado di esprimere ciò che intendevo con questo disco così intenso ed emotivo. Gary mi contattò al telefono dicendomi “Lita, io ho uno studio, se vuoi usarlo vieni pure qui”; decisi di accettare la sua offerta; così, presi l’aereo dalla Florida, dove vivevo in quel periodo, volai a nord per 3/4 ore e mi trasferii da lui per 4/5 giorni. Registrammo una canzone, e il risultato fu spiritoso. Cosi, per un anno, ogni due settimane facevo la spola dalla Florida al New Hampshire per registrare. Ecco perché non puoi paragonarlo ad altri album.
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Allora si potrebbe parlare di un ritorno alle tue sonorità del passato?

Hmm, credo che “Living Like… sia Lita al 100%, come il primo album “Out For Blood”. Mentre lavoravamo alla composizione, prima di aggiungere le tastiere avevamo un sacco di canzoni. Poi abbiamo tolto molti plug-in, gli strati delle parti vocali, l’elettronica e le parti doppiate di chitarra. A me piace pensare che sia come un ritorno agli inizi. Alla fine abbiamo solo suonato la chitarra, senza effetti speciali o abbellimenti strani, e lo abbiamo fatto in tutto l’album, proprio come avevamo fatto in “Out For Blood”. Anche se in “Living Like a Runaway” ci sono alcuni effetti, ma per dargli solo un sound più moderno. Quindi, mi sembra che siamo tornati al sound di “Out For Blood”, e, infatti, suoniamo anche quell’album dal vivo, con l’aggiunta del materiale nuovo, che rende il concerto molto interessante e divertente!

Hai cambiato alcuni membri della tua band?

Sì, ho dovuto, quando ho attraversato gli USA per trasferirmi in California, ho cambiato tutti i membri. Volevo dei musicisti che fossero stabili di quella zona, e li ho trovati abbastanza facilmente. Questo è senz’altro più comodo ed economico che mettere tutti su un aereo e farli volare attraverso il paese. Con loro mi trovo davvero bene, sono fantastici. Gary Hoey ci raggiungerà dalla costa orientale per suonare in alcuni show, dato che questo lavoro è mio tanto quanto suo, di cui è il produttore. È un grande piacere averlo con noi, è un grande musicista; poi abbiamo Mitch Perry alla chitarra, Bob Mitches che è pure un bravo chitarrista e sarà con me in tutti gli show, Scott Cougan alla batteria, Marty O’Brian al basso, e poi io!

È la stessa band che porterai con te nelle date live con Def Leppard e Poison? E come ti senti a suonare con queste leggende del glam rock, di cui anche tu sei parte?

Ah, non vedo l’ora! Sono entusiasta e onorata di fare un tour con loro. Avevo fatto prima delle date con i Poison, di cui sono anche amica. Non ho mai fatto show con i Def Leppard ma sono amica di Phil Collen e di sua moglie, ma non conosco molto bene gli altri membri del gruppo. Ho fatto un po’ di jam session con Rick Allen, quando suonavo con Bon Jovi a Wembley. Non ho mai avuto esperienze con la band al completo ma, in un modo o nell’altro, mi sono sempre imbattuta nei singoli musicisti. Ah, e ho fatto shopping con Joe Elliott. Diciamo che ci conosciamo tutti indirettamente.

E che mi dici della possibilità di rivedere le Runaways insieme? Potrebbe concretizzarsi?

Eh, sarebbe fantastico! Credo che questo sia il momento giusto. Quindici anni fa, forse 17, le ragazze mi hanno chiamato dicendo “Rimettiamoci insieme”, ma quello era un brutto periodo, la musica era dominata dal grunge e non c’era una vera e propria scena rock. Poi dal grunge si è passati al rap; non era il momento migliore. E poi c’erano troppe discordie fra me, Shiree e Joan, quindi non potevamo farlo allora. Dovevamo prima seppellire l’ascia di guerra, cosa che abbiamo fatto quest’anno. Credo che il momento sia perfetto per una reunion delle Runaways. Dovrei solo avere il telefono di Joan, e non ce l’ho. Voglio bene a Joan e spero mi chiami un giorno per dirmi: “Riformiamo le Runaways”. Ma devo aspettare la sua chiamata per fare qualsiasi cosa.

Ma perché dipende tutto da lei? Credevo che tu fossi uno dei membri fondatori…
Sì, infatti. Io sono stata la terza a unirmi al gruppo; prima c’erano Joan Jett e Sandy West (la batterista), poi sono arrivata io.

Ho sentito che hai anche interpretato un personaggio di un famoso videogame, “Brütal Legend”, in cui eri l’amazzone Rima. Ci puoi parlare dell’esperienza?
È stato spassosissimo!! Io davo la voce in sottofondo, poi dovevo saltare da un edificio all’altro, scalciare massi enormi di cui dovevo imitare il suono, oppure urlare come se stessi davvero cadendo da un edificio, ecc. Mi è piaciuto il cast, Rob Halford, Lemmy, Jack Black… tutti fantastici.
[PAGEBREAK] Sei un’icona del glam metal anni ’80, ma che consiglio daresti a una ragazza che si sta affacciando al mondo del rock?
Hmm… vediamo… Non sposarti!! (ride) non sposarti finché hai finito la tua carriera. È la cosa principale che direi. Poi, devi essere attenta al team di persone di cui ti circondi: il tuo manager, la casa discografica, la band che ti segue, tutta la tua squadra. Devi essere sicura che ti sostengano, ed è la cosa fondamentale.

Lita, come genitore io stesso, cerco di insegnare qualcosa di valido a mia figlia. Qual è il consiglio più importante che tu daresti ad un genitore?

Hmm… è difficile da dire. Una delle cose più importanti è di lasciare che rimangano bambini e che vivano il tempo giusto della loro infanzia senza imporre loro di crescere troppo in fretta. E dovrebbero essere evitati loro i drammi quotidiani fra marito e moglie, oppure al lavoro. I bambini dovrebbero essere lasciati fuori da tutte queste cose, ed essere solo felici e spensierati. Devono fare i bambini, e se ci sono delle cose che vogliono fare nella vita, o se credono in qualcosa, dovrebbero essere incoraggiati dai genitori, e non vedere le loro certezze stravolte.

Se non sbaglio tu hai scelto di non mandare i tuoi figli a scuola ma di educarli tu stessa. Come mai, se posso chiederlo?

In realtà è stata una scelta forzata, perché non hanno frequentato una scuola regolare. Sono cresciuti su un’isola deserta e non c’era alcuna scuola. Quando ci siamo trasferiti sull’isola avevo scelto una tutrice per i miei bambini, e il giorno del colloquio lei non si è presentata, accampando la scusa di avere problemi alla macchina. È normale avere problemi alla macchina su un’isola deserta, dato che le strade sono terribili. Ma lei non si è ripresentata nemmeno il giorno dopo, e non è mai venuta da noi. Allora ho dovuto occuparmene io, perché non si trovavano altre insegnanti e i miei figli dovevano pur imparare a leggere e a scrivere. Loro sono molto intelligenti e brillanti, e ho insegnato loro tutto ciò che potevo, imparando a mia volta da loro. Passavamo tantissimo tempo insieme, tutti i giorni, e poi ci divertivamo a raccogliere conchiglie, saltare le rocce, e poi insegnavo loro anche la scuola del rock (ride).

Lita, l’ultima volta che tu sei venuta in Italia è stato nel 2009, ma c’è la possibilità di vederti nel 2012?

Lo spero tanto, o al massimo all’inizio dell’anno prossimo. Il tour con i Def Leppard e i Poison è solo in America, ma devo cercare il modo di portarli anche in Italia e suonare lì tutti insieme.

Già, non vediamo l’ora. Hai così tanta energia quando suoni che è un piacere vederti ogni volta.
Anch’io non vedo l’ora! Ho un legame speciale con l’Italia grazie a mia madre, e ogni volta che vengo nel vostro paese mi sento a casa.

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