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Live in Love, so much Love

Nei rapporti umani si arriva ad un punto in cui non c’è più bisogno di frenare le parole. L’esplosione che giunge in un cuore, una mente, uno stomaco è l’indissolubile umanità che lega le relazioni. Bene. Con un gruppo che solca l’onda della scena musicale italiana da diciotto anni, i freni non occorrono. Nessuno potrà meravigliarsi di leggere il meglio possibile, senza retorica, né eccesso. Semplicemente il meglio.

Attesa come unica data del sud Italia di questo “Uno: Live in Love Tour 2008″, la serata di venerdì 10 ottobre apre la stagione dei concerti al Soho di Salerno. Nonostante i nomi che si susseguiranno nel programma musicale del capoluogo campano, è la partenza ad essere eccezionale, urlando il nome dei Marlene Kuntz.

La tournée cita “Live in Love”, e quale occasione migliore per lasciar sfoggiare alla fascinosa signora Marlene gli abiti romantici che da sempre affollano il suo guardaroba? Smielata? Mai. L’aggettivo romantica le calza a pennello. Eppure preferisce ancora una volta sorprenderci: nell’attesa languida, il concerto si apre con un’infiammante “Sonica”. L’irruzione merita già un dieci e lode per l’intero concerto.

Se il tour invernale li aveva visti in teatro, c’è da ammettere che solo ora Godano pare ostentare una certa sicurezza da attore. Recita i suoi testi con la vanità di un artista d’altri tempi. Si scatena al ritmo dei brani più energici – “Sacrosanta Verità” e “In Delirio”, solo per citare una coppia d’assi sicuramente vincenti – come fosse un ragazzino. Dei suoi quarant’anni traspare ora l’esperienza, ora i brani di una vita – come gli omaggi ai Beatles in “Come Together” e “Here Comes The Sun”, quest’ultima in una tenera versione italiana.

Il Soho mescola l’atmosfera da club alla sensazione del trovarsi nel bel mezzo di un palazzetto. L’acustica è ottima e lo spazio di certo non sconfinato lascia comunque modo di godersi le canzoni senza rischiare di soffocare in fumi o mancanza d’aria. Insomma, se la location aiuta, i Marlene ringraziano anche per questo e giù dal palco i volti sono sorpresi e insieme carichi per una scaletta sulla quale nessuno avrebbe mai più scommesso.

“Sapore di Miele” è l’inno all’erotismo che tanto piace al gruppo cuneese. Un’orgia che coinvolge ogni cellula dei cinque musicisti. La chitarra di Riccardo Tesio cerca, vogliosa, l’incontro con le corde di Godano che dirige il piacere voltandosi ora verso il basso di Luca Saporiti, ora al battito eccitante della batteria di Luca Bergia, ora ai tasti che scorrono sotto le dita di un giovanissimo Davide Arneodo.

Pause e finti saluti fanno temere la fine di una serata che non stanca. Ma i Marlene rientrano, trascinano ancora, lasciano cantare di nuovo e sempre di più stampano sul volto dei presenti una marcata espressione di soddisfazione. Ancora pochi brani, e con uno strumentale e adrenalinico saluto termina la splendida puntata del “Live in Love Tour”.

Speriamo si ripeta tutto ciò, perché non possiamo aggiungere null’altro. Se non la più totale e sincera meraviglia per l’incontro con un gruppo che non merita più mezzi termini. Fantastici.

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