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Promesse di rock’n’roll

È molto probabile che abbiate già sentito parlare dei Living Dead Lights, visto che la band pare essere la nuova promessa d’oltre oceano.

Ebbene, i presupposti ci sono tutti: rock’n’roll condito da sonorità sleaze, da una certa attitudine punk a stelle e strisce e da un’immagine perfetta – che, diciamolo, potrebbe farvi pensare ai Guns N’ Roses versione dummies.

Anche se i brani scorrono senza intoppi e anche se questo primo EP è stato registrato da Bradley Cook, mixato da Fred Archambault e masterizzato da Eddy Schreyer, i Living Dead Lights non sembrano regalare prospettive inaspettate in un genere che ha già detto molto negli anni che furono.

Non c’è niente che non funzioni nel primo EP dei Living Dead Lights – e ci mancherebbe, dopo aver lavorato su sei brani con i nomi di cui sopra pare il minimo! – Eppure, l’impressione è che il gruppo potrà forse attecchire sulle nuove generazioni, ma è difficile trovare in questa prima fatica di studio qualcosa che possa creare un legame indissolubile tra la band e un masticatore di sleaze/punk/hair metal o quel che sia.

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