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  • Longing For Dawn: Between Elation And Despair

    Longing For Dawn

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Ooops, you did it again

Ci sono alcuni album che non vanno bene per qualsiasi occasione, né per qualsiasi mood. Sarebbe un peccato metterli in play mentre si cucina l’impepata di cozze o si pulisce la lettiera del gatto. La particolarità di questi album è però che, di solito, capita il momento giusto, quello adatto a loro, e li si va a ripescare a colpo sicuro.

Questo “Between Elation and Despair” ricade nella prima categoria, ma ha l’handicap di non ritagliarsi momenti suoi o un marchio di fabbrica preferendo sguazzare nel lago dove ci sono già pesci più grossi che catalizzano l’ascolto (e il mercato).
Chiariamoci, non ci sono brutte canzoni all’interno, e chiunque ascolti “A Sunrise At Your Feet” ne sarà testimone; pecca solo di poca originalità sia nelle composizioni che nella scelta vocale, veramente monotona e poco comunicativa.

Quanche barlume di luce però lo troviamo, non sono degli emuli di professione e se sviluppassero vagamente di più le inflessioni ambient che ogni tanto accennano potrebbero trovare la loro strada.

Con il terzo album si sperava in qualcosa di più per i Longing For Dawn, ma pare che anche per stavolta il grande passo non ci sia; si rimandano le speranze alla prossima uscita, consigliando comunque un ascolto agli amanti del genere che vogliano infoltire le proprie playlist senza stravolgerle.

Sicuramente non stiamo parlando di nuova linfa per il doom, ma è di piacevole ascolto. L’unico temibile interrogativo è: perché comprarsi questo disco se si può ascoltare qualcosa di stilisticamente uguale, con canzoni più convincenti, che trasmetta più emozioni e che magari già si possiede?

Pro

Contro

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