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  • Lord Agheros: Of Beauty And Sadness

    Lord Agheros

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Un arcano (?)

Un album che inizia con un paesaggio orientale su cui si staglia la voce ombrosa di un muezzin posto al di sopra di un minareto promette bene. Interessanti sono, a seguire, le opzioni armoniche adottate e coerente rispetto ad esse è l’uso della voce da parte di Evangelou Gerassimos – oneman band -, in growl velato quasi misteriosamente.

Tutto procede bene fino a quando nella terza traccia intitolata “The Last Forsaken” non si ode uno strano suono simile ad un sax: ed è da quel momento che si capisce che il missaggio ha subito dei colpi bassi, magari nemmeno intenzionalmente.
Malgrado l’inizio colmo di buone speranze, il metal arcano (e black solo da lunghe distanze) del progetto catanese non soddisfa affatto, proprio a causa delle intemperanze nella registrazione.

La sensazione che creano gli spazi black metal è di completa opposizione ai normali canoni: il blaster della batteria è animato di vita propria, la strumentazione campionata la segue a stento e si intrufola in lacune ritmiche dove risulta alquanto fuori luogo; la voce, sempre più rarefatta, arranca ancora legata a quelle atmosfere leggermente eteree delle tracce interposte.
Il casino totale reagisce negativamente con le necessità dell’apparato uditivo.

Pro

Contro

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