Home > Recensioni > Lord Of Mushrooms: Seven Deadly Songs

Vecchie tradizioni e nuove sperimentazioni

È un istinto musicale inspiegabile quello che porta a valutare il lavoro di una band sconosciuta come l’inizio di una folgorante carriera. E quando ciò succede (invero sempre più raramente come l’appuntamento di una meteora), non si può frenare il sussulto che la scoperta provoca. I Lord Of Mushrooms sono alla seconda esperienza (il primo lavoro fu pubblicato dalla Musea nel 2002), ma sembra di sentire una band di consolidata esperienza, di smaliziata conoscenza dell’ambiente musicale che calpestano, con tacchetti rivolti al passato e le punte invece verso l’innovazione. Si avverte la capacità di fondere l’estremo progressive dei Fair Warning, i graffianti riff dei Symphony X, le melodie dei Dream Theater dei tempi di Kevin Moore, alcune partiture aggressive dei Threshold, un paio di omaggi ai Pain Of Salvation ed, infine, le arie più distese degli Spock’s Beard. Il cocktail che ne deriva non è un concentrato di plagi, perché i richiami riescono a fondersi tra loro, dando vita ad un personalissimo stile. Uno stile dove la chitarra è padrona nell’inventare incalzanti ed originali riff. Con una batteria sempre padrona del tempo (che cambia in continuazione anch’esso), si muove una tastiera, a garantire una complessità di ascolto e di orecchiabilità che rende l’album assolutamente poco intelligibile al primo ascolto. Del resto, la grandezza di un gruppo è anche questa: non rivelarsi al primo ascolto e spegnersi in un banale “l’ho già sentita”. Tutto ciò, per chiarire che i cinque virtuosi delle “Sette canzoni mortali” (perché poi “sette” se le tracce sono dieci?) non si sono limitati ad intrecciare gli svariati richiami ad altri gruppi, ma sono riusciti a mescolare gli stessi generi musicali: crossover, progressive, fusion, jazz-metal, rock.
L’estrema qualità della produzione è solo un corollario rispetto alle capacità che il gruppo riesce ad estrarre dal cilindro in poco meno di un’ora.
Ora, non resta che al pubblico premiare e consolidare tanto sforzo e vocazione.

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