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“Loredreamsong” è arrivata a MIlano

Latifa Laabissi, performer e ballerina francese, era a Milano il primo aprile al Danae Festival con uno spettacolo sulla femminilità e l’africanità in Europa dal titolo “Loredreamsong”, visto al Teatro Out Off.

Laabissi è di origine araba e, in scena, era con la franconigeriana Sophisatou Kossoko. Il momento apicale dello spettacolo si ha infatti quando le due, una accanto all’altra, ignorandosi ma facendo lo stesso percorso, definiscono le donne della propria etnia.
“Certe donne nere crescono da sole i figli. Certe donne nere amano il sesso. Certe donne nere sono bianche”. e “certe donne arabe non si masturbano nei giorni festivi. Certe donne arabe sono invidiose delle loro vicine perché hanno meno scale da salire. Certe donne arabe non amano gli arabi, i turchi, i neri, gli ebrei, gli americani, gli svizzeri..”

Lo spettacolo ha un inizio molto lento, con Laabissi e Kossoko travestite da fantasmi che camminano avanti e indietro, dentro e fuori il palco. Per minuti interminabili. Attimi che ricongiungono con la morte.
Quindi, una accanto all’altra, i due fantasmi cantano solo alcune parti di celebri canzoni, dimenandosi ed esagitandosi sotto il lenzuolo. Poi le barzellette, molte delle quali note anche in Italia, tutte ovviamente a sfondo razzista.
Infine, l’ingresso con i costumi di scena: tutine nere aderenti, con il sedere nudo, e dipinto di nero, grandi parrucche afro. Si lanciano armi, si fa il passo del leopardo, si mimano gesti masturbatori, si cammina nel fumo. È tutto grottesco, simbolico, semplificato ma difficile, non diretto. È più semplice riflettere sui luoghi comuni e sul razzismo quando li si ha davanti, così come sono, come li viviamo ogni giorno, come noi stessi li portiamo con noi, per riconoscerlo.
Per tutto lo spettacolo, la parte del leone è Kossoko, che non solo è bellissima e sensuale, ma ha un carisma sconvolgente e un magnetismo che cattura, una fisicità conturbante e una grandissima capacità mimica. Si contorce, si agita, è espressiva e vivace.

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