Home > Recensioni > Lorenzo Colella: Out South

Jazz, pop, rock. Chi più ne ha più ne metta.

Il chitarrista Lorenzo Colella dà alle stampe il suo primo lavoro come leader, intitolato “Out South”.
In questo album, la collaborazione di Fabio Rizzo, Luca Lo Bianco e Flavo Li Vigni ha permesso il mix di diversi background musicali, fusi in un disco di 40 minuti gradevole e per nulla monotono, nonostante si tratti di nove brani interamente strumentali.

La slide di Fabio Rizzo, in alcuni episodi (“S.O.S.”) rimanda a Ben Harper, ma sarebbe impresa titanica attribuire somiglianze ad ogni pezzo, essendo un album molto eterogeneo. Il miglior brano è senza dubbio “Bianco”, opening-track.

Il percorso di scrittura dell’album è durato un anno, dal settembre 2007 al settembre 2008 e ciò giustifica l’alta qualità dei brani in scaletta. Gradevole, ben prodotto, ben suonato: cosa chiedere di più?

La varietà di influenze musicali è decisamente il punto forte del disco. Nessun pezzo è simile al precedente e al successivo. Si spazia dal jazz al rock, dal folk al post-rock senza minimamente influire sulla qualità. Il rischio era quello di creare un mix di suoni scissi l’uno dall’altro, facendo nascere così un minestrone di generi senza alcun senso. Non è così: seppur diversi, i brani sono ben legati tra loro, componendo un puzzle formato da pezzi che si incastrano alla perfezione.
Disco estremamente intimistico, introspettivo e riflessivo caratterizzato essenzialmente da grande minimalismo. Più che un album è un vero e proprio viaggio musicale attraverso nove territori diversi: promosso a pieni voti.

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Contro

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