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L’Orso: Ho Messo La Sveglia Per La Rivoluzione tour a Bergamo

Sabato 07 marzo 2015 va in scena la prima data in terra bergamasca per la band L’Orso. I ragazzi, capitanati da Mattia Barro non avevano ancora avuto modo di suonare a Bergamo, ma l’occasione è arrivata grazie all’invito dei ragazzi del Clash Club.

C’è grande attesa per il concerto nei giorni precedenti, attesa che sabato sera si tramuta in una sala gremita del Clash Club. Le premesse per una bella serata ci sono tutte: una delle band più interessanti dello scenario indie, cocktails colorati che passano di mano in mano, gente sotto il palco pronta a far casino.

Finalmente la formazione prende posto, imbraccia gli strumenti e comincia lo spettacolo. “Io Che Ho Capito Tutto”, “Post It” e “L’Estate Del Primo Bacio” sono un inizio fulminante. Mattia con la sua chitarra e la sua voce ed intorno a lui una formazione nuova che prevede un’altra chitarra, un bassista, un batterista ed una tastierista che aggiunge un tocco d’elettronica. I brani sono quelli del nuovo disco “Ho Messo La Sveglia Per La Rivoluzione” e il suono è quello indie – rock, leggero e sbarazzino, che si sposa con un tappeto di beat elettronici.

Si spezza una corda alla chitarra del primo chitarrista, ma l’orso non si preoccupa e la band anticipa un pezzo nella scaletta, improvvisando un balletto su un pezzo dal primo Ep “La Provincia”.

Intanto dentro la mia testa continua a ronzarmi sempre lo stesso maledetto pensiero: “Si ma Lodo Guenzi queste cose le avrebbe fatte meglio.” Cerco in tutti i modi di scacciare questo tarlo, spiegandomi che le due band hanno effettivamente collaborato ad un pezzo sul nuovo disco e che il produttore è anche membro degli Stato Sociale, ma la relazione tra le due formazioni finisce qui.

Il concerto scorre, io però non riesco a darmi pace. Che fine ha fatto quel ragazzo che indossava un cappello a forma di orso, suonava la chitarra acustica o l’ukulele e descriveva in modo perfetto la mia situazione di stagista cantando “Avere Vent’Anni”? Lo vedo qui davanti a me, ma è come se non riuscissi a riconoscerlo, nascosto dietro un nuovo modo di fare musica e di porsi davanti al pubblico. Forse semplicemente è solo cresciuto, come lo sono anche io.

“Ottobre Come Settembre” è uno brani migliori di questa band, ma la semplicità e la bellezza di questo brano risulta annegato nel nuovo arrangiamento. Chiedo inconsapevolmente un appiglio a Mattia, un ancora di salvataggio a cui aggrapparmi. Ti prego Mattia imbraccia l’ukulele ancora una volta oppure prendi la melodica come ai tempi di “Nantes (E’ Passato Tanto Tempo Ormai)”. Fai qualcosa Mattia, per favore!

Invece tutto passa. Il concerto finisce, le note si spengono. Una parte di me che aveva ancora vent’anni si è persa per sempre da questa sera, come l’arrangiamento di una melodia che non è più la stessa.

La scaletta della serata:

Io che Ho Capito Tutto

Post It

L’Estate Del Primo Bacio

Con I Chilometri Contro

Quello Che Manca

Il Tempo Ci Ripagherà

Invitami Per Un Tè

Giorni Migliori

Festa Di Merda

Avere Vent’Anni

Baader – Meinhof

James Van Der Beek

Un Altro Giorno (Cover di Nesli)

Il Tempo Passa Per Noi

Ottobre Come Settembre

Come Uno Shoegazer

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