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L’Orso: La dualità dell’esistenza [INTERVISTA]

L’Orso è una giovane band attiva da quattro anni. Nonostante appartenga ancora alle “nuove leve” del mondo alternativo italiano, dimostra una forte personalità. Non ci si lasci ingannare dalla giovane età, la sensibilità dei musicisti coinvolti in questo progetto è molto accesa e profonda. Il loro album Un Luogo Sicuro uscito per Garrincha Dischi è un disco duale in cui la melodia si unisce al rap e i suoni acustici alla campionatura.

Li abbiamo intervistati e così si sono raccontati a noi.

Siete al vostro quarto compleanno come band e avete all’attivo ben 300 concerti e un tour intenso quaeta estate. Cosa vi aspettate da questa ondata di concerti? Vi sentite ancora artisti emergenti?

Siamo musicisti con un po’ di esperienza in più. Suonare è un momento di condivisione. Ti aiuta a capire dove stai andando e cosa stai facendo con la tua musica. Dal concerto più grande, a quello più piccolo.

Quale e quanto spazio esiste per i giovani gruppi in questo universo dell’indie/alternative italiano? Esiste ancora questa scena? Quali sono i suoi limiti?

Magari questa scena esisteva quando abbiamo iniziato. Ora giustamente i vari musicisti ‘dell’indie italiano’ stanno puntando altrove. Se accendi la radio e senti Calcutta, Cosmo, I cani o i The giornalisti è perché c’è la voglia di aumentare il bacino di utenza con un approccio musicale più pop e con strategie più adeguate. Forse finalmente si è capito che la nicchia non è per forza sintomo di un miglior pubblico o di una migliore qualità. La musica è fatta per essere ascoltata. È inclusiva. Non deve essere esclusiva. Puoi avere il miglior pubblico possibile anche facendo pop.

Quali difficoltà incontra una band come la vostra per “far carriera”?

Trovare gli spazi nelle radio e nei mezzi ‘più istituzionali’. Si rischia di rimanere nel mondo sotterraneo a prescindere. E sfortunatamente non è un mondo che riesce a garantire sempre le economie di sopravvivenza.

Il Vostro nuovo singolo si intitola Essere Felici Qua, e parla di una separazione. E’ una separazione reale o spirituale da qualcuno o qualcosa?

Il brano unisce un racconto prettamente reale ad uno più spirituale. Tutto ‘Un luogo sicuro’ parla principalmente del rapporto con se stessi, delle dualità dell’esistenza.

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Voi raccontate la Provincia, ma avete cercato fortuna in una grande città come Milano. Emergere artisticamente in provincia è ancora un’utopia? Perché?

Gli spazi sono ridotti, non c’è cultura dei concerti e della musica originale. Nella mia provincia è difficile trovare un ambiente che possa motivarti, accrescerti e che ti consenta il dialogo e confronto. Passaggi necessari per la formazione personale. Per fortuna internet, in questo caso, può essere d’aiuto per accorciare delle distanza.

Cos’è per voi il Successo? Dove vorreste arrivare? Cosa vi ha reso più soddisfatti nel vostro percorso artistico?

Ci piacerebbe poter aver la possibilità di fare la musica che vogliamo e nei modi che vogliamo. ‘Successo’ significa avere le disponibilità per dedicarti alla musica 24/7 e non solo quando rincasi da ufficio e lavoro. La musica merita tempo, concentrazione, pensiero. La più grande soddisfazione è che, per ora, possiamo continuare a fare musica con persone che credono in noi.

Cos’è la rivoluzione a 20 anni? Come la intendete voi?

La rivoluzione a cui si faceva riferimento è quella personale, intesa come uscire dagli schemi sociali di questo periodo storico per riaffermare la propria persona e le proprie azioni.

Perché il Rap diventa per questa generazione la forma musicale che meglio racconta le emozioni?

Penso che il rap funzioni perché parla di qualcosa di reale. Parla del quotidiano senza troppi fronzoli. È il miglior esempio di realismo musicale.

Cosa rimproverate alle generazione che vi hanno preceduto, sia nel campo musicale che nella “vita di tutti i giorni”? In cosa e come sarete “diversi” da chi vi ha preceduto?

Non penso serva a nulla rimproverare. Al massimo possiamo rimproverare parte della nostra generazione e parte della nostra carriera. È un periodo in cui abbiamo la fortuna di poter collaborare con musicisti da tutto il mondo in maniera semplice ed è quello che ci sta interessando in questo momento. Possiamo arricchire il nostro essere musicisti e la nostra musica ed è un’occasione che non dovrebbe andare persa.

Quali sono i vostri desideri e progetti per il futuro?

Continuare a fare musica, lavorare con musicisti stranieri e con background differenti; in poche parole, continuare ad imparare e migliorare.

L’orso è un progetto che vuole fare musica.

Queste le date del Tour

08/7 Vimercate (MB), Tokuma Festival
09/7 Poirino (TO), I-Scream
10/7 Chiari (BS), Swap Fest
13/7 Modena, Esta-Off
16/7 Chiaverano (TO), A Night Like This – Mattia Barro Dj Set
21/7 Correggio (RE), Festa Pd
22/7 Boville Ernica (FR), Boville festival
26/7 Milano, Carroponte
06/8 Santa Teresa di Gallura (OT), Note dal Confine
10/8 Marina di Ravenna (RA) – Hana-Bi
15/8 Budapest (UNGHERIA), sziget festival
26/8 Castelnuovo (PG), Riverock Festival

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