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    Los Campesinos!

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Nel parco giochi

I Los Campesinos! sono sette ragazzi Campesinos!, da Aleksandra a Todge, giusto per rispettare la parità tra i sessi e l’ordine alfabetico, che suonano assieme da un paio d’anni e sono diventati famosi grazie a MySpace. Questa storia ci sembra di averla già sentita e, visti altri eccellenti esempi di questi tempi, non si dovrebbe faticare a crederci.

“Hold On Now, Youngster…” è il primo album per i gallesi, dopo un EP accolto benissimo dalla critica, e non fa altro che confermare i buoni propositi e gli ansiogeni riconoscimenti dell’NME: i Los Campesinos! sono a tutti gli effetti uno dei nuovi fenomeni british. Il loro indie pop parte dall’unione estatica tra chitarre wave ficcanti, tastierine casio, coretti bubblegum e approda su spiagge già note, in questa descrizione si potrebbero riconoscere gli Architecture in Helsinki e, infatti, l’analogia e il sollievo per chi non ha digerito “Place Like This” sono davvero inevitabili. Il posto in cui ci portano i Campesinos ci portano è invece un kindergarten popolato di glockenspiel e strumentini in miniatura, tanto sembra piccolo e scanzonato il suono che ne esce, ci intrattengono con ballabili inni adolescenziali molto british e ironici, colmi di velocità e appiccicoso glucosio, ingenuità e contagiosa vivacità.

Questi Campesini, insomma, sono degli adorabili orsacchiotti, hanno trovato la formula giusta per divertire e appiccicarsi addosso agli indie boy contemporanei: in questo senso non c’è alcun dubbio sulla legittimità del titolo di sbarbata new sensation. Qualcuno in più, invece, resta sul tempo di permanenza che un disco festoso e perfettamente misurato, ma comunque completamente rielaborativo di lezioni più e meno arcaiche, come “Hold On Now, Youngster…” potrà assicurare.

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