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LoudVision presenta il Faito Doc Festival 2016 | In collaborazione con Ulule

Prosegue la partnership che lega  LoudVision a Ulule, una piattaforma di crowdfunding che dal 2010 ha reso possibile il finanziamento di oltre 13mila progetti creativi: ogni mese vi presentiamo sulle nostre pagine un progetto valido, e in linea con le proprie aree di interesse (principalmente cinema e musica), promosso tramite Ulule.

Dopo la campagna di crowdfunding conclusa con successo dal Big Bang Music Fest, oggi è il turno dei Faito Doc Festival, che ques’anno raggiunge la sua nona edizione.

Il festival, dedicato al cinema documentario e diretto da Turi Finocchiaro e Nathalie Rossetti, si svolgerà dall’a al 7 agosto 2016 sul Monte Faito, in provincia di Napoli. La raccolta fondi del festival è ancora in corso e si pone un obiettivo semplice e concreto: l’acquisto di una tendostruttura che possa ospitare le attività della manifestazione.

Ne parliamo con la direttrice artistica Nathalie Rossetti:

Perché avete scelto il crowdfunding, e in particolare Ulule, per realizzare il vostro festival?

La scelta di lanciare un crowdfunding nasce dall’esigenza di tutta l’équipe del Festival di avere un luogo adatto e pensato per poter proiettare nel migliore dei modi i bei film selezionati. Nonostante il sostegno del Comune di Vico Equense e di alcuni fedeli sponsor, i fondi sono pochissimi e sarebbe stato impossibile per noi acquistare una tendostruttura.

Così il crowdfunding ci sembrava ideale per permettere a tutti coloro che credono al Faito Doc Festival di partecipare all’aquisto di questa nuova “Casa Bohème del Cinema”. Un modo anche di far scoprire ad altri il festival. Ad ogni partecipazione finanziaria, nel crowdfunding, corrisponde una controparte legata al festival.

Dal punto di vista della produzione il Faito Doc è prima di tutto il frutto di un miracolo di solidarietà che coinvolge sempre più volontari di nazionalità diverse. E se quest’avventura persevera nel tempo è grazie a questa volontà, e al coinvolgimento artistico e umano di molte persone pronte a donare tempo, lavoro, talento o aiuto materiale per un ideale.

Perché un festival dedicato al cinema documentario?

Poteva sembrare una utopia, ma era ed è tutt’ora la nostra sfida: il Faito Doc vuole unire amore per la natura, passione per il cinema, talvolta sacrificio nel lavoro, in nome di un sogno, quello di un mondo fraterno, che guarda l’altro con empatia, senza frontiere e senza barriere. Un desiderio, affinché il Monte Faito, belvedere fra mare e montagna, luogo incantevole e misterioso, diventi l’orizzonte di moltissimi registi, artisti e spettatori del mondo intero che sentano qui, camminando insieme e relazionandosi, il sapore del paradiso.

Puoi dirci qualcosa di più sul tema scelto per l’edizione 2016, il “Ritorno”?

Il tema del Ritorno era inevitabile alla nona edizione. Moltissimi i registi, artisti, musicisti che desiderano ritornare al Monte Faito,
e anche molti nello staff. Quando nel cuore si è vissuto un momento incantevole si prova sempre il desiderio di riviverlo, tornare. Ma come si vive il ritorno? Pensando ad Ulisse, non è stato facile…

La funivia, per esempio: da anni sognavamo il suo ritorno. Eccola di ritorno, finalmente… Ma riusciremo a valorizzare questo museo a cielo aperto? Viene riconosciuta e promossa come meriterebbe?

Il tema del Ritorno apre mille strade nell’immaginario e vi possiamo già dire che ci sono film sorprendenti e pieni d’ispirazione. Oltre a performance, ciclo-proiezioni, concerti…

L’articolo è stato realizzato in collaborazione con Ulule

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