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LoudVision presenta il Karawanfest di Torpignattara| In collaborazione con Ulule

Dallo scorso maggio è attiva una partnership tra LoudVision e Ulule, la piattaforma di crowdfunding che dal 2010 ha reso possibile il finanziamento di oltre 13mila progetti creativi: ogni mese vi raccontiamo sulle nostre pagine un progetto che riteniamo valido, oltre che in linea con le nostre aree di interesse (soprattutto cinema e musica), promosso tramite Ulule.

Dopo le campagne del Big Bang Music Fest, del Faito Doc Festival, di Walk the Line a Genova e della Theresia Youth Baroque Orchestra con il progetto #ARCHETYBO, oggi scegliamo di presentare il Karawafest – Il sorriso del cinema migrante, il festival nato nel quartiere di Torpignattara, a Roma, che giunge quest’anno alla quinta edizione (dal 24 al 27 novembre 2016 alla Casa delle Culture di Villa De Sanctis) e «tratta i temi dell’integrazione e incontro/scontro tra culture con ironia e un pizzico di leggerezza». L’anno scorso, ad esempio, il Karawan ha proposto un’interessante selezione di cortometraggi d’animazione provenienti dalla Siria.

«Sarà l’edizione più femminile di sempre — scrivono gli organizzatori — dedicata interamente a storie di donne: rapper afgane, aviatrici ghanesi, vignettiste tunisine, pittrici cinesi, donne che ad ogni latitudine del mondo hanno deciso di essere protagoniste delle loro vite, e che in qualche modo hanno compiuto piccole o grandi rivoluzioni».

Il progetto Karawan è fortemente radicato a Torpignattara: «in un quartiere in cui non ci sono cinema, biblioteche, teatri, abbiamo deciso di trasformare l’intero quartiere in una location per le proiezioni e coinvolgere i cittadini e le comunità del territorio per recuperare la dimensione popolare, di festa, propria dell’evento cinema di un tempo».

La campagna di crowdfunding promossa attraverso Ulule mira a raccogliere 1.500 euro che serviranno per «completare il pagamento delle quote di noleggio ai distributori dei film (screening fees); garantire adeguato compenso al tecnico proiezionista; pagare i sottotitoli in italiano di tutti i film per renderli più fruibili; noleggiare l’attrezzatura tecnica per le proiezioni». In più, Karawan mira a coprire le «spese di stampa e allestimento di una mostra delle opere di Takoua Ben Mohamed, giovanissima disegnatrice di origini tunisine che da anni vive in Italia e combatte la diffidenza con l’ironia».

Karawanfest è diretto da Carla Ottoni e Claudio Gnessi: «siamo giusto una manciata di testardi sognatori, che si sono incontrati per le strade di Tor Pignattara, ognuno col suo bagaglio di esperienze professionali e umane, e tutti con la stessa visione: inventarsi a Tor Pignattara il cinema che non c’è!».

Info: karawanfest.it

Questo articolo è stato realizzato da LoudVision in collaborazione con Ulule

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