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LoudVision presenta Ophelìa | In collaborazione con Ulule

A maggio 2016 è nata una partnership tra LoudVision e Ulule, la piattaforma di crowdfunding che dal 2010 ha reso possibile il finanziamento di oltre 13mila progetti creativi: da allora, una volta al mese, vi raccontiamo sulle nostre pagine un progetto che ci incuriosisce ed è in linea con le nostre aree di interesse (soprattutto cinema e musica), promosso appunto tramite Ulule.

Abbiamo già parlato del Big Bang Music Fest, del Faito Doc Festival, di Walk the Line a Genova, della Theresia Youth Baroque Orchestra e del loro progetto #ARCHETYBO, del Karawanfest di Torpignattara, del Dieciminuti Film Festival di Ceccano in provincia di Frosinone, e del progetto teatrale Shakespeare è morto.

Oggi restiamo in campo shakespeariano con Ophelìa, uno spettacolo teatrale scritto da Giacomo Sette, e interpretato da Giulia Fiume e Federico Le Pera, che «racconta la storia dell’Amleto di Shakespeare vista e vissuta dai personaggi di Ofelia e Fortebraccio».

Perché proprio loro due? «Il personaggio di Ofelia — spiegano i creatori — affronta l’aspetto intimo dell’Amleto. Ophelia racconta l’amore, il sesso e il rapporto in un’epoca dove la parità di genere non era neanche contemplata e la sessualità era considerata demoniaca di per sé».

Fortebraccio invece «funge da bussola narrativa nel flusso di coscienza di Ofelia e da contraltare ironico e talora comico alla tragedia dell’Amleto. Il suo obiettivo è quello di dimostrare quanto egoista e cieco possa essere il potere che sacrifica la stabilità dello stato e la sicurezza dei sudditi per rincorrere vendette e interessi personali».

Alla base di “Ophelìa” c’è anche una riflessione sulle dinamiche di casting: «La concezione teatrale italiana prevede come principio alla base della scelta di un ipotetico cast artistico, la verosimiglianza, concezione paradossale rispetto all’idea stessa di “teatro”.  Troppo spesso non ci si impegna a ricercare l’attore preparato e capace, da “plasmare” secondo una personale idea registica e quindi non necessariamente somigliante al personaggio che Shakespeare descrive nelle sue sinossi (principio a cui lui per primo andava contro, se si pensa che prima ancora che subentrassero le attrici donne, venivano addirittura interpretate da uomini), bensì a trovare quello più verosimile, d’estetica s’intende».

Il budget da raggiungere attraverso Ulule è di 3500 euro, quasi interamente da utilizzare per i costi di produzione (compensi e allestimento). Notevoli le ricompense previste per i sostenitori, che prevedono oltre ai classici gadget anche delle lezioni di recitazione.

La messa in scena di “Ophelìa” è prevista il mese prossimo al Teatro dell’orologio di Roma (vi rimandiamo alla pagina Facebook per tutti gli aggiornamenti).

Questo articolo è stato realizzato da LoudVision in collaborazione con Ulule

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