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  • Loving Vincent

    Diretto da Dorota Kobiela, Hugh Welchman

    Data di uscita: 16-10-2017

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Da lunedì 16 a mercoledì 18 ottobre, Nexo Digital porta al cinema “Loving Vincent”, il film d’animazione dedicato a Vincent Van Gogh che la pittrice e animatrice polacca Dorota Kobiela ha realizzato in collaborazione con l’inglese Hugh Welchman.

“Loving Vincent” ricostruisce, con una struttura narrativa a inchiesta di rigorosa pertinenza biografica, gli ultimi giorni della vita di Van Gogh a Auvers, nell’Île-de-France: il giovane Armand Roulin arriva lì controvoglia con una lettera di Vincent da recapitare postuma al fratello Theo, ma scopre che nel frattempo anche lui è morto. Parlando con gli abitanti del piccolo centro e raccogliendo le loro testimonianze, tutte contrastanti, Armand inizia a provare un genuino interesse per la personalità del pittore e per le circostanze che hanno portato alla sua morte.

Quello che poteva essere solo un piccolo biopic affettuosamente celebrativo (e che partiva come progetto per un cortometraggio), è diventato tra le mani di Dorota Kobiela e Hugh Welchman un’impresa poderosa: “Loving Vincent” è stato infatti completamente dipinto a mano su tela, fotogramma per fotogramma, con le pennellate decise e i colori carichi propri dell’artista olandese. Più di cento pittori al lavoro per sei anni, 65mila dipinti per 900 inquadrature ispirate a quadri di Van Gogh, dai celeberrimi “Notte stellata” e “Campo di grano con volo di corvi” fino ai numerosissimi ritratti.

E proprio i ritratti sono uno dei punti più importanti sui quali si è concentrato il lavoro degli autori: tutti i personaggi del film sono persone realmente esistite e ritratte da Van Gogh, e tutti vengono introdotti in scena nella stessa posa in cui Van Gogh li ha ritratti, da Marguerite Gachet al giovane uomo con fiordaliso, da Adeline Ravoux a Pere Tanguy.

Superficialmente, si potrebbe liquidare “Loving Vincent” come un film à la Vang Gogh, un esercizio di stile imitativo, affascinante ma pretestuoso nel voler mettere insieme l’immobilità eterna della pittura e le immagini in movimento del cinema. C’è invece una logica molto precisa dietro le scelte di Kobiela e Welchman: i 95 minuti del film sono stati prima girati in live action, poi i pittori hanno utilizzato i fotogrammi come modello per realizzarne la versione dipinta a olio (vedi foto nella gallery in fondo). «Abbiamo scelto di operare così – spiega Kobiela in un’intervista a Cineuropa – perché lo stesso Vincent dipingeva sempre dal vivo».

E non potendo avere a disposizione i veri Armand, Marguerite o Adeline, il team di “Loving Vincent” ha letteralmente fatto il ritratto – anzi, migliaia e migliaia di ritratti – agli attori che compongono il cast: Douglas Booth, Saoirse Ronan, Helen McCrory, Eleanor Tomlinson, Chris O’Dowd, Robert Gulaczyk (un attore teatrale polacco, scelto per interpretare – o incarnare l’autoritratto di – Van Gogh). L’effetto è curioso: osservare la recitazione di un attore rielaborata in forma di pennellate in movimento, ci spinge a concentrarci di più sulla mimica, sulle espressioni, sui lineamenti. Guardiamo “Loving Vincent” e ci sembra di vedere il volto di Saoirse Ronan per la prima volta nella sua concretezza plastica, nei suoi volumi e chiaroscuri.

Interessante è anche il lavoro sugli ambienti, una combinazione di ottiche grandangolari e di esasperata lunghezza focale, per riprodurre quella peculiare visione pittorica degli spazi che rendono i quadri di Van Gogh così riconoscibili: il risultato è un’atmosfera irreale e un po’ allucinata che pervade tutto il film, e ci fa percepire i personaggi non come persone ma quasi come fantasmi, come pure visioni, appunto.

Per le sequenze in bianco e nero, invece, che hanno funzione di flashback e visualizzano le testimonianze su Vincent raccolte da Armand, il film opta per la tecnica rotoscopica (vuol dire che i disegni animati sono direttamente ricalcati sui fotogrammi live action): sono i momenti e gli avvenimenti, spiega ancora Dorota Kobiela, «che Van Gogh non ha dipinto», e quindi coerentemente il film non ce li mostra attraverso il suo sguardo colorato.

“Loving Vincent” rappresenta un grosso sforzo artistico, e se amate la pittura e l’animazione vale decisamente la pena vederlo su grande schermo, ma anche un film personale e molto dolce, a partire dall’ambiguo significato del titolo: amando Vincent o amorevole Vincent ma anche con amore, Vincent (è il modo in cui Van Gogh firma le lettere al fratello).

«Possiamo parlare solo attraverso i nostri dipinti», è la frase di Vincent che il film prende in prestito come tagline: Vincent Van Gogh ha amato la vita attraverso i colori e i pennelli, e la sua arte è l’unica strada che possiamo percorrere per avvicinarci a lui. Un messaggio semplice, forse banale (sui titoli di coda troviamo anche un’irresistibile canzone strappalacrime), ma che Dorota Kobiela e Hugh Welchman esprimono con piena, sincera adesione. «Questa è la mia lettera al mondo / che non ha mai scritto a me»: sono versi di Emily Dickinson, ma potrebbero adattarsi bene anche al protagonista di “Loving Vincent”.
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“Loving Vincent” è al cinema il 16, 17 e 18 ottobre 2017 distribuito da Nexo Digital (l’elenco delle sale in tutta Italia è disponible su nexodigital.it).

Le immagini seguenti sono tratte dall’ottimo sito ufficiale del film, lovingvincent.com, che contiene molto materiale testuale e fotografico sulla lavorazione.

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