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Cartolina rock

Curiosa scelta di moniker per i napoletani Low-Fi che, pur non facendo sfoggio di una qualità di registrazione cristallina, sono lontani dall’attitudine casereccia dei primi Pavement o dei Guided By Voices, e cominciano il loro viaggio musicale da Seattle per fare poi un giretto del rock alternativo americano anni ’90.

I cinque pezzi che compongono questo EP puntano sulla potenza del suono e sugli intrecci chitarristici più che sul gusto melodico, avvicinando la band ai Soundgarden pre-”Superunknown”, con una spruzzatina dei Jesus Lizard richiamati in diversi frangenti dal suono tagliente della chitarra. E, vista la struttura a volte anche eccessivamente arzigogolata dei brani, non è forse fuori luogo ipotizzare che un’ascoltatina ai Tool i tre l’abbiano data.

Ho scomodato nomi importanti per descrivere questo omonimo debutto discografico dei Low-Fi, ed è bene precisare che siamo di fronte ad un primo tentativo, qualitativamente imparagonabile anche a un “Louder Than Love” o a un “Undertow”, e afflitto dall’usuale – per le band nostrane – problema dello sgradevole accento italico nel cantato inglese. Si beccano una sufficienza d’incoraggiamento, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga.

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