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  • Loxodrome: State Of The Union Speech

    Loxodrome

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Lossodromia inesistente

Molte band esordienti diventano succubi delle loro muse ispiratrici, limitando così la loro espressione artistica e non andando oltre ai due album prima di cadere nel dimenticatoio: non fanno eccezione gli austriaci Loxodrome. Al loro secondo LP “State Of The Union Speech” mostrano una spiccata somiglianza con svariati gruppi come 36 Crazyfists, Clawfingers e System Of A Down, questi ultimi richiamati fortemente dalle sonorità di “Open Doors”. L’interesse per questo lavoro muore dopo “Bad Medicine”, terza traccia, poiché il gruppo non riesce ad andare oltre il mash up di componenti appartenenti ad altre band nu-metal, e segue le classiche direttive: voce melodica&rap con sfumature più ruvide, corde dai ritmi funk con venature punk di basso e batteria alternata tra ritmi vorticosi e soft.
Questo trend sta impoverendo la scena musicale rendendola così un ambiente anossico, senza stimoli, e allontanando chi va cercando nuove vibrazioni, permettendo a tutti di appensantire la realtà discografica senza dare speranza di nuove nascite degne di considerazione.
Di certo non manca la tecnica e la produzione è molto buona ma purtroppo i brani non brillano di luce propria, andando così a penalizzare di molto un gruppo che potrebbe rendere di più se solo osasse reinventarsi usando le proprie idee.

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