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LP in concerto a Roma, report live e scaletta

Si chiama LP ma alla terza canzone della serata aveva già scaldato la Cavea dell’Auditorium – Parco della Musica di Roma da far gridare vivacemente “Laura!” da più parti nel pubblico. Più avanti diversi cori che nulla avevano da invidiare ai tifosi da stadio hanno intonato nome e cognome dell’artista, e diverse voci hanno commentato ammirate “è mostruosa!”. E con ragione.
Al secolo Laura Pergolizzi, la cantautrice statunitense – ma di origini italiane – che nella serata di ieri lunedì 3 luglio si è esibita nella sua prima tappa italiana nell’ambito della rassegna Luglio Suona Bene 2017, e che in certi atteggiamenti della voce come anche nella chioma di riccioli disordinati non può non far pensare a Bob Dylan, è una tipa mingherlina. Ma non lasciatevi ingannare, la musicista 36enne che conosciamo soprattutto grazie alle sue hit “Lost On You” e “Other People” è una bomba.

Se avete ascoltato anche una sola delle sue canzoni (ve la ricordate a Sanremo qualche mese fa?), saprete che il suo singolare stile vocale alterna gorgheggi quasi lirici ad acuti altissimi e potenti, inframmezzati da brevi fischi perforanti ed altri tanto corposi e modulati da saper sostituire perfettamente il cantato. E se per caso vi foste mai chiesti se dal vivo l’artista sia capace di reggere tutto questo a piena voce senza mai vacillare, la risposta è un sonoro “assolutamente SÌ”.

Badate bene, LP dal vivo dimostra di essere molto più di “quella che fischia”, ed anche se è vero che nei versi di alcune strofe, quando la voce è più bassa, il tono gutturale e il ritmo dei versi è quello del folk di Dylan (come quando ha intonato “Death Valley”, chitarra alla mano), il paragone, seppur non incorretto, è certamente limitativo.

E tutti gridano “other people!” #LP #lugliosuonabene #auditoriumparcodellamusicaroma #roma #concerti

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Affiancata da batterista, chitarrista e bassista, la cantante si è esibita in un repertorio che comprendeva 17 canzoni tratte dai suoi ultimi due album, “Forever for Now” (2014) e “Lost on You” (2016), in un concerto durato solo un’ora e mezza, ma costantemente molto, molto intenso, tanto che l’artista si è potuta permettere di lasciare alla fine la performance forse tecnicamente più impegnativa, ovvero “Into The Wild”, che ha concluso l’encore.   LP non è il tipo di performer che chiacchiera col pubblico, porta in tour un allestimento scenografico piuttosto scarno, fatto di qualche essenziale gioco di luce, ed indossa semplicemente un paio di skinny jeans ed una camicetta grigio scuro. C’è solo lei che un po’ schiva accenna un saluto (a proposito, il suo “Grazie mille” è da 9 in pagella), si destreggia tra chitarra e ukulele, occasionalmente suona l’armonica tirata fuori dalla tasca, la lancia e la riprende al volo (come anche col microfono) con la disinvoltura del giocoliere.

 

Laura qui ti amano #LP #lugliosuonabene #auditoriumparcodellamusicaroma #roma #concerti

 

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Più di ogni cosa, però, ci sono la sua voce e l’infinita disponibilità nei confronti dei fan. Bastano queste due cose per avviluppare le migliaia di persone presenti in un’unico momento sospeso fuori dal tempo, per generare quella risposta carica d’affetto che spinge gli spettatori (soprattutto i numerosi giovanissimi, ma non solo!) ad accalcarsi sotto al palco per la maggior parte del concerto: persino quelli che stavano seduti sulle tribune più alte sono scesi giù fino all’ultimo momento, perché LP non si è risparmiata, non ha allontanato nessuno ma ha continuato ad accettare regali e a firmare autografi mentre cantava, ed anche nelle pause brevissime tra una canzone. Il tutto senza che mai la performance vocale ne risentisse.

 

Da quella donna minuta dall’aspetto androgino ed il look adorabilmente scarmigliato proviene una voce grandissima e ammaliatrice, capace di armonizzare melodie che al contempo hanno un qualcosa di trascendente pur vibrando di passioni assolutamente terrene. “Qui suona molto bene, almeno per me” ha commentato ad un certo punto riferendosi all’acustica della cavea mentre ringraziava il pubblico, “spero anche per voi!”. Tranquilla Lauré, hai suonato benissimo.

 

Scaletta del concerto:

 

Muddy Waters

Other People

Tightrope

Up Against You

Strange

Switchblade

Death Valley

Levitator

You Want It All

Suspicion

Tokyo Sunrise

No Witness

When We’re High

Lost on You

 

- Encore -

 

Night Like This

Someday

Into The Wild

 

 

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