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Luca Faggella: la sua prima raccolta, brano per brano

Si intitola “Discografia: Antologia di canzoni (1998-2015)” il nuovo disco di Luca Faggella che raccoglie questi primi (si fa per dire) 17 anni di carriera di grande produzione, sua personale costantemente ricca di partecipazioni e featuring di prestigio come Max Gazzè, Cristiano Micalizzi, Giorgio Baldi, i Situazionisti, Pit Capasso, Suz e molti altri. Sono 19 le tracce di cui ben 6 inediti, testimonianza concreta che non questo non è un punto di arrivo in cui tirare le somme ma piuttosto un momento di sosta, brevissima, per rifornire le provviste di acqua e di poesia. Nel lungo percorso anche 6 inediti di cui il primo dal titolo “Tempo” apre la tracklist del lavoro e si lancia ai media con un video firmato dalla regia di Luca Del Canto e con la partecipazione (sia in video che su disco) di Elisa Arcamone. Dagli esordi quando cantava Piero Ciampi agli ultimi lavori realizzati con Giorgio Baldi come “Tradizione Elettrica” del 2012, ecco un bel viaggio di canzone, vita e poesia.

Discografia: Antologia di Canzoni  (1998-2015), brano per brano

TEMPO
L’inizio della “Antologia” poteva essere solo questo, riprendendo da dove eravamo rimasti e cioè a “Tradizione elettrica”, l’album “a quattro mani” con Giorgio Baldi. È infatti un brano “nel nostro stile”. In realtà il duo è qui un trio, il brano è infatti scritto anche da Gabriele Ratti. La voce di Elisa Arcamone lo rende ancora più denso e intimo.

VIPERE
Difficile scegliere da “Tradizione elettrica”. Ma “Vipere” non poteva mancare. Rock and roll e psicoanalisi son sempre stati benissimo insieme. Nel titolo c’è oltre al senso del testo, una dedica speciale all’ispirazione musicale principale: i Wipers (ma solo nell’assonanza, perché vuol dire “Tergicristalli”).

QUATTRO GIORNI QUATTRO
“Stanno parlando a te, io vado”. La “volatilità” di certi amori nella metropoli, in un paesaggio sonoro incantato e bellissimo. Dopo averla scritta ho scoperto che la mia intenzione era essere molto diretto, come certi brani degli Husker Du o di Bob Mould. Ma sono arrivato da tutt’altra parte…

CUORI IN PEGNO
Il titolo è una citazione da un musicista e una band che amo tantissimo (indovina indovinello). Mi piaceva molto l’andamento e la costanza dell’incedere, il canto in bilico un po’ Ian Curtis un po’ Piero Ciampi, che non cade mai, l’equilibrio romantico. Tutto quest’album, a ascoltarlo ora è molto romantico e sentimentale.

COME
Più che una canzone per me è una bomba, una deflagrazione esistenziale. Indeciso fino all’ultimo tra la versione alternativa e quella di “Ghisola”…alla fine dell’ambarabaciccìcoccò ecco la scelta definitiva. Inevitabile il rimando ai Joy Division.

SETTANTASETTE
Il testo (e anche la musica, perfettamente in parallelo), racconta i miei tredici anni, l’importante adolescenza di tante e tante persone nel mondo in quel periodo. Adolescenza ritmica, ribelle e sensata, col Giradischi sempre occupato da Lou Reed o Iggy Pop o i Pistols…

HOURGLASSES
Un tenerissimo scambio con una brava artista, donna di cuore e con una voce limpida e dritta. Adoro il testo, viaggi spaziali, amanti, clessidre. L’idea musicale è un soul lento psichedelico quindi una cosa assurda. L’ispirazione chitarristica era Randy California poi come spesso succede, sono arrivato altrove…ma penso qualcosa si senta, del Maestro.

CERVELLACCIO
“Madre…io mi inginocchio e prego, le mani giunte, rivolte a TUTTO IL CIELO..che arrivi presto, la mia preghiera è quella, sia fatta la sua volontà…PRESTO PRESTO PRESTO”. Invocazione dell’Apocalisse Musicalmente è anti-pop. Non dovrebbe mai e poi mai stare in un “best of”. Infatti è canzone che adoro e ha un mastering potentissimo. Sveglierà il vicinato.

KING WAH
La mia infanzia a Livorno, Ovo Sodo, primi anni ’70. Un altro mondo. “Una vita all’aperto, sacri come mucche in India per strada, a volte più sicuri che in casa, dove la vera Jungla iniziava…”. Qui Giorgio mi ha “rinchiuso” in un recinto pop e per un indisciplinato come me non è stato facile. Però ho pensato molto a Ivan Graziani, alla sua genialità nell’essere il più rock and roll di tutti e saper stare nella canzone italiana benissimo.

FETISH
La mia canzone dell’estate. Concepita per i Juke Box, da ascoltare lungomare nel pomeriggio afoso e terribilmente bello di Luglio. Ma i juke box non ci sono più. “Fetish” si. E dopo undici anni continua a pulsare molto bene. Non poteva non essere nell’album…

UCCIDIMI
Romanticismo assoluto. Ispirazione: John Martyn e Nick Drake. Risultato: la cosa più straziante e tenera che canto. Infatti non la canto dal vivo da undici anni. L’ispirazione per le liriche invece arriva da certi animali che in amore o comunque quando a loro agio fanno la cosa per loro più pericolosa, offrono la gola e si rendono vulnerabili.

UN MAGGIO DI CILIEGIE
Il testo è dedicato a mio Nonno Eligio, Livornese senza rimedio e alternativa. Cioè uomo del popolo, ma colto a suo modo, che per i vecchi livornesi la cultura era una conquista importante, da condividere e ostentare anche. Senza mai dimenticare il desiderio di “un Maggio di ciliegie, di donne più graziose”. E per certe questioni, “la dinamite…un medico veloce…”

A TU PER TU
Altra canzone per l’estate: a differenza di “Fetish” però questa non è concepita per il juke box ma sognando dance floor alternativi e sociali. Il testo, di Michelangelo Ricci, non nasconde nulla, anzi.
Molto bella la chitarra di Fernando Pantini.

LA STREGA
Balcanico-klezmer da “Tredici canti”, diventò poi con la Fetish Band e i Situazionisti un cabaret gotico molto intrigante e spettacolare. Amo il testo, nonostante le rime (meno male ho smesso, il brano è del ’95, pubblicato nel 2002).

ICARO
Riascoltandola dopo una vita…che strana sensazione. Non la suono in concerto da anni e anni.
È il brano di apertura di “Luca Faggella canta Piero Ciampi”. Anzi lo era perché lo spettacolo ancora c’è, ma la canzone non ne fa più parte. Per ora…

DISCOGRAFIA
Nasce da un playback densissimo di Mamo Giovenco. Melodia e testo sono rimasti il playback è andato per sempre, riposi in pace. La canzone che da il titolo all’album è un intensa dichiarazione di cosa siano per me questo mestiere, questo ambiente, questi matti tanto adorati a meno che non siano sul cammino per davvero: “La qualità proletaria del rumore il battito, lo spirito musicale”. Amen.

TI BACIO E TORNO
Giorgio Baldi mi ha fatto sentire il playback praticamente finito e ho sentito una cosa, una specie di melodia nascere insieme all’ascolto e le parole lo stesso, mentre ascoltavo. Non mi era mai successo. Canzone piramidale: “il battito scivola, e vibra nel sogno, lasciandoti dentro nuove città…le cose ti sembrano, quello che sono”.

MEMENTO
Per molti, è la mia canzone più bella. A me piace tantissimo suonarla in concerto, con quell’ostinato fintale e il riff sui cantini e un testo romanticissimo e dedicato non a una persona, ma agli assenti più in generale, a quanto si fa per lasciare una traccia..che guidi verso di noi.

RAGGIO
La versione scelta è dall’album “Dal Vivo”. Sta benissimo dopo “Icaro” come completamento del discorso.
È una canzone dedicata al drammaturgo e attore Fabio Raggio, un caro amico assente dalla scena dal 1993. Questa versione è incendiaria e militante.

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