Home > Recensioni > Luca Turilli’s Rhapsody: Ascending To Infinity

Mezza fenice

Così ora i Rhapsody sono due, entrambi con le carte in regola per dare sfoggio di un nome storico nel panorama heavy italiano.

“Ascending To Infinity” è un esordio prudente – nel senso che quasi nulla aggiunge a quanto è noto della band epic metal per definizione – eppure coraggioso, con ciò apprezzando che Luca Turilli si spogli di una quantità di orpelli e si riavvicini a sonorità originali ormai lontanissime nel tempo.

Dietro il microfono Alessandro Conti dimentica il cantato genuinamente power dei Trick Or Treat. Si reinventa dilettante interprete di arie classicheggianti, risaltando in un filotto di brani ultra cantabili, melodiosi e in media accessibili.

Ecco un disco a nome Rhapsody che non richiede 15 ascolti per essere assimilato solo in parte. Chi ancora ricordava che fosse possibile? Tra le pieghe degli inevitabili testi fantasy/sci-fi fa bella mostra un quintale di epic, onesto e luccicante.
Forse che Turilli voglia andare avanti replicando buona parte di quanto già fatto? E poi, perché sottoutilizzare una voce sconfinata come quella di Conti? Per ora, ascoltando la dolce “Luna”, può andare bene così.

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Contro

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