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… e Hollywood si accorse che l’action movie estivo poteva tornare ad essere donna.

Lucy” di Luc Besson è stato uno dei film più sorprendenti dell’estate, una pellicola francese capace di sfondare il tetto dei 100 milioni d’incasso negli Stati Uniti basandosi unicamente sulla lanciatissima Scarlett Johansson in locandina e sul curriculum internazionale ma non proprio immacolato del regista. Qui Besson scrive e dirige un film d’azione che, nelle promesse, vorrebbe essere fantascientifico.

Lucy è un’avvenente e spensierata studentessa che finisce invischiata in una situazione terribile con un grosso spacciatore taiwanese. Costretta suo malgrado a fare da corriere della droga, la ragazza finisce per assumere un quantitativo enorme della sostanza, evento che dovrebbe ucciderla sul colpo e invece “sblocca” il suo cervello in maniera straordinaria, permettendole di ottenere capacità inimmaginabili.

“Lucy” è un film estivo onesto e caciarone, che sfrutta le ridicole premesse fantascientifiche esposte dall’annoiato Morgan Freeman per seguire la svolta action ben diretta e finanziata di un’eroina per caso.

Tutto nella media ed abbastanza godibile, eccezion fatta per il segmento finale dove il film tenta la virata concettuale. Con un buon sceneggiatore a sostegno delle parti oltre la scazzottata, chissà cosa poteva uscirne. Sicuramente non il disastro che poteva essere, salvato da una Scarlett Johansson sempre più magnetica sullo schermo e da un regista che sa davvero valorizzare i personaggi femminili su schermo.

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Contro

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