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Ennesimo “rocker” italiano

Luis Landrini è un giovane cantautore ticinese che canta sia in italiano che in inglese. Ha partecipato ad un’edizione di “X-Factor”, il che potrebbe far storcere il naso a molti cultori musicali. L’ascolto del disco continua a far storcere il naso, fino a farlo diventare del tutto curvo.

Ci troviamo davanti all’ennesimo prodotto dedicato alle teenager, con testi spensierati, pezzi di finto rock molto easy-listening e dedicato ad orecchie giovini e sensibili. Il vero rock è un’altra cosa, senza incappare per forza nei vari Guns N’ Roses, Aerosmith e Vasco come molti ancora vogliono farci credere.
Per carità, l’impegno c’è e si sente e la produzione è anche buona. Però basta con i cloni di Vasco e Ligabue, la musica italiana ha bisogno di altro.

L’esordio di questo giovane cantautore (classe 1986) non convince. Sia nei testi, sia nelle parti musicali, tutte molto simili e scontate, con struttura verso-ritornello-assolo ecc. ecc. che ritorna in ogni traccia. “Amica Mia”, brano d’apertura e primo singolo, è forse l’unico degno di nota. Intro acustica molto delicata e melodia accattivante che però resta episodio isolato tra le otto tracce totali.
Non sono però questi i dischi che servono alla musica italiana per continuare a migliorarsi. Album così estremamente “radio-friendly” in toto servono a radio, tv ed etichette. Ma a quanto pare, all’Italia musicale è questo che interessa. E allora continuiamo a tenerci i vari Vasco Rossi e Negramaro e non lamentiamoci.

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Contro

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