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  • Lullabier: Mai Nulla Di Troppo

    Lullabier

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Il riverbero del sadcore

Dietro a Lullabier sta Andrea Vascellari, un giuovane cantautore italiano che assomiglia un po’ a Jeremy Warmsley (ma è più bello).
Ad ogni modo, quel che conta veramente è il suo ultimo lavoro: l’ipostasi dello slowcore, tristo sottogenere della musica indie.
Otto brani dalle movenze pacate e cupe, fortemente influenzate da artisti anni ’90 quali Galaxie 500 e Codeine.

La voce appare come l’unico barlume d’innocenza nel bel mezzo di una vernice così nera e densa da soffocare ogni forma di vita; quella stessa vita che viene cantata in maniera malinconica, quasi vi fosse un radicato neoplatonismo di fondo. L’ultimo pezzo – intitolato proprio “Nulla Di Troppo” – raccoglie cenni all’arpeggiato tanto caro ai Cure.

Le ispirazioni vengono incanalate dal talento.

Tutti concorderanno sul fatto che Lullabier non sia un cantante provetto, essendo evidenti le incertezze tremolanti che costituiscono la cifra del suo timbro vocale. Tuttavia, chissene della tecnica quando al suo posto c’è la capacità di trasmettere qualcosa.
Dopo svariati EP, questa è la dimostrazione che Andrea Vascellari sa.

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