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L’Ultimodeimieicani: il ritorno alle chitarre | INTERVISTA

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L’ultimodeimieicani sono: Beniamino Parodi (chitarra/basso), Stefano Pulcini (chitarra/basso), Rachid Bouchabla (batteria), Lorenzo Olcese (voce), Pietro Bonuzzi (chitarra). In arrivo il 4 ottobre sotto l’etichetta di Pioggia Rossa Dischi il loro primo LP, Ti voglio urlare. Li abbiamo incontrati in occasione di un piccolo showcase presso la Santeria di Milano, subito dopo la pubblicazione del primo singolo che anticipa il disco, intitolato “Sirene”.

Come è iniziato il vostro progetto?

Stefano: Io, Benji e Rachid abbiamo cominciato a suonare insieme nella saletta del centro sociale Buridda di Genova. Suonavamo strumentale, poi abbiamo conosciuto Lorenzo che ha iniziato a cantare sopra le nostre basi, e non siamo più tornati indietro. Dopo un po’ è arrivato Pietro, il resto è storia.

Nel 2016 è uscito il vostro EP autoprodotto, In moto senza casco, adesso state passando alla fase successiva, raccontateci questo passaggio, cosa è cambiato?

Rachid: Siamo entrati a far parte di Pioggia Rossa Dischi e siamo anche parte attiva di quest’etichetta. Abbiamo iniziato a investire su di noi e conosciuto Mattia Cominotto che si è proposto di aiutarci a raccogliere e mettere in ordine le nostre idee.

Lorenzo: Volevamo prodotto più maturo, Mattia ha già lavorato con noi nel passato come fonico, poi ci ha detto che avrebbe voluto produrci artisticamente ed è avvenuto tutto in maniera naturale.

Adesso nel momento dell’esplosione della moda per l’elettronica voi andate verso le chitarre… Quali sono le vostre influenze?

Benji: Band rock degli ultimi 10 anni, come The Strokes, Arctic Monkeys, gli italiani Negrita, i Verdena. Quando abbiamo accolto nel gruppo Lorenzo abbiamo accolto anche le sue influenze più cantautoriali, quindi Rino Gaetano, Luigi Tenco, Battiato… Cerchiamo di mischiare il rock con il cantautorato. Ci accomuna anche la neopsichedelia degli ultimi anni, come Tame Impala.

A proposito delle vostre origini, cosa ne pensate della scena genovese e in generale quella italiana?

Lorenzo: in realtà non ci siamo ancora soffermati ancora ad analizzare quello che succede in Italia. Per quanto riguarda la scena GENOVESE, INVECE, adesso sta sfondando una sola band (Ex-Otago). Bene o male ognuno fa quello che gli pare, ed è giusto così. Veniamo da un altro tipo di mondo, legato più al rock, magari un po’ fuori moda adesso. Lavoriamo con Pioggia Rossa con tanti gruppi del nostro territorio che rockeggiano e vogliamo proporli al pubblico più vasto.

Rachid: Tra l’altro Pioggia Rossa non tratta contenuti facilmente vendibili. È molto più difficile mettere in rotazione musica rock, jazz o psichedelica rispetto a un cantautore che parla di sentimenti, delle emozioni, e per un ascoltatore è più facile identificarsi con lui.

Qualcosa da tenere d’occhio allora?

L’ultimodeimieicani: Che domanda, L’ultimodeimieicani!:) Ma anche i SAAM, ACE, Brilla, un cantautore del PONENTE  più verso il pop. Ci piace portare Genova e la Liguria in giro per l’Italia. Inoltre, Pioggia Rossa è tra gli organizzatori del Balena Festival, che si svolgerà nei giorni tra il 24 ed il 27 di aprile. Ci saremo anche noi!

Dopo Balena invece?

Benji: Ci sono altre date, ancora da confermare, per il resto dovremo aspettare il 4 ottobre, data d’uscita del disco.

È uscito il 16 aprile il vostro nuovo singolo, Sirene, ce lo raccontate?

Lorenzo: Sirene è una canzone che parla di Treviso, la mia città natale. Con lei ho un rapporto di odio-amore. Sono andato via ormai da sette anni e non torno quasi mai a casa, ma rimarrà sempre una parte di me. Quello che sono diventato deriva in parte da quello.

Quindi sei tu l’autore dei testi?

Lorenzo: Sì.

L’ultimodeimieicani: Perché di musica meglio che lo escludiamo!:) Lui è cant- e noi siamo -autori. Ma noi a Kant preferiamo Nietzsche!

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