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  • Lunar Aurora: Elixir Of Sorrow

    Lunar Aurora

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Gradevole distillato velenoso

Prima uscita discografica per la nostrana The Oath, un debutto interessante che vede protagonisti personaggi ormai noti e non solo nell’underground tedesco, considerando che la band è già alla quinta fatica in studio dopo una discreta gavetta. “Elixir Of Sorrow” doveva uscire tre anni fa, ma problemi con la precedente etichetta discografica ne hanno bloccato la pubblicazione fino ad oggi. La matrice musicale “old school black metal” è evidente, ma la band riesce a trascendere il proprio genere maturando una spiccata personalità; si tratta dello stesso valore di chi conosce le regole di un gioco e le segue riuscendo ad interpretarle a proprio modo, “utilizzandole” piuttosto che rimanendone schiavo. Ed è così che nasce l’atmosfera; gli ingredienti sono sempre gli stessi, eppure c’è qualcosa in più, come il cuoco abile che con acqua e farina riesce a creare un dolce speciale, mettendoci il proprio gusto e la propria passione, facendo scattare quella molla magica che trasforma un semplice composto di ingredienti in una entità compiuta dal nuovo valore. La musica scorre incessante, c’è un senso di urgenza, di tensione, l’impressione che qualcosa di sbagliato stia succedendo “sotto”. Difficile capire bene che cosa sia, sarebbe sbagliato darne il merito esclusivamente al lavoro oscuro di tastiera perché è tutto l’insieme che fa un gran gioco di squadra. L’unico dubbio viene pensando che questa omogeneità atmosferica renda forse l’album troppo “monolitico” e che se non si è del tutto dell’idea di affrontare per un’ora un travaglio del genere, il viaggio possa risultare alla fine troppo pesante. Forse le briglie della consuetudine non sono ancora del tutto slegate, pongono limiti alla corsa di un cavallo rodato che potrebbe altrimenti spingere di più. Ma i Lunar Aurora ci mettono sapienza, cura e attenzione nei particolari, ed il disco viene fuori come un lavoro quadrato che sa distinguersi semplicemente facendo bene quello che sa fare. Meritano due righe anche la buona produzione (!) e la cupa veste grafica, minimale quanto inquietante.

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