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Lunar Aurora: Niente a che fare con la scena black metal

Una lunga chiacchierata con Sindar dei Lunar Aurora, che ci parla della sua visione musicale passando per i concetti, nella sua opinione affini, di vita ed esistenza. Ci si presenta un personaggio con idee ben precise, che vuole distaccarsi dai legami del proprio genere. Il black metal è visto solo come un mezzo per esprimere la propria idea musicale e non solo.

I Lunar Aurora sono una di quelle band da sempre riconosciute per il proprio modo di agire e vedere la musica. Che cos’è la musica per te, in forma e significato?
La musica nella sua forma più pura è semplicemente il suono dell’anima, o meglio un riflesso della totalità cosmica. Guardando alla musica come ad un’arte, questa segue le definizioni dell’arte: essenza sublime, un modo di comunicare con gli istinti, un’immagine della natura ed un’idea dietro di questa che da sola prende vita, è la creazione del tuo agire; l’idea della creatività ed il “giocare a fare Dio”.

La vostra musica prende la sua forza dalla sensibile atmosfera che riesce a creare, come potete ottenere una così buona connessione tra la vostra ispirazione ed il flusso musicale? In altre parole, come create la vostra musica?
Le diverse parti che ognuno di noi compone, possono solo essere create in uno stato mentale che sia calmo abbastanza da essere aperto e lasciare semplicemente “avvenire” tutto quello che “scorre”. In nessun altro modo qualcuno può tentare di creare qualsiasi cosa che si avvicini a questo tipo di risultati, ma solo attraverso la sua anima, sprofondando in sé stesso e semplicemente riflettendo quello che c’è già; il corpo è un mezzo per trasformare questo riflesso in qualcosa di ascoltabile. Quando proviamo, cerchiamo di dare a queste parti il loro posto all’interno delle canzoni, tentando di non modificare le loro origini ma dandogli allo stesso tempo una forma per farle aderire all’intera canzone, per essere “musica” nel senso attuale dell’intendimento umano.

Come sempre, ti tocca la domanda dei soliti cliché black metal; uno dei lati negativi, se vogliamo, del black metal, è la sua triste notorietà per i temi deviati, le pochezze compositiva, l’immagine face painting e lo slogan “credo in quello che faccio” per giustificare qualsiasi atto o comportamento. Dove metteresti i Lunar Aurora tra queste coordinate? Tematiche (delle quali vorrei parlare meglio dopo), significato della tecnica nella creazione musicale e comportamento / immaginario.
Metterei i Lunar Aurora completamente al di fuori di quei cliché dei quali parli. Non abbiamo nessuna intenzione di fare qualcosa per “impressionare” o per “giustificare” qualcos’altro. Anche se “Credo in quello che faccio” è più che uno slogan per giustificarsi; è una ragione! Finché sai quello che fai e perché lo fai non c’è alcuna ragione per giustificarlo, e così è anche per noi. Abbiamo davvero poco a che fare con la scena; le poche ore che passiamo incontrando altre persone della scena, ad esempio durante un concerto, in genere sono abbastanza per capire che non vogliamo averci niente a che fare. Certo, come in ogni caso i singoli individui possono essere diversi, ma una dipendenza da una certa scena non ha niente a che vedere con questo.

“Elixir Of Sorrow” è l’album che avete pubblicato per ultimo. Ci sono stati spesso problemi con le label, ma allo stesso tempo avete sempre registrato molto materiale per poi rilasciarlo successivamente. Come ci si sente ad avere materiale da pubblicare, ed andare comunque avanti a registrare più e più volte? Capita mai che l’album che esca in un determinato momento vi sembri “datato”, o siete comunque felici perché finalmente viene pubblicato un vostro album?
Il lungo periodo di gestazione per “Elixir Of Sorrow” non è stato un grosso problema e non ha avuto alcuna influenza sulla nostra motivazione di andare avanti. Ovviamente tutto il processo, tutte le menzogne e le incertezze sono state irritanti, ma dopo aver registrato un album un certo capitolo è chiuso, e si può procedere al successivo senza sapere che cosa ne verrà fuori. Quello che hai fatto prima non cambia, e certo non cambia se rilasciato con tre anni di ritardo come “Elixir Of Sorrow”. Ovviamente trovi sempre a posteriori qualcosa che avrebbe potuto essere migliorato, ma ogni canzone, ogni album, è il risultato della fotografia di un singolo momento.
[PAGEBREAK] Parlando ancora di “Elixir Of Sorrow”, ho trovato che l’album fosse molto buono, l’unico difetto che ho potuto riscontrare era la “monolitica” omogeneità delle canzoni, le parole che ho usate furono qualcosa come “un elisir davvero buono, ma non sempre facile da digerire tutto d’un fiato”. È un problema al quale avete mai pensato, o pensate che questo muro atmosferico sia al contrario la vostra forza?
Non abbiamo mai pensato a nessun problema nel bere questo elisir, no! Certamente avevamo l’intenzione di creare qualcosa di più monotono. Anche se avessimo considerato questo come un problema per qualcuno, avremmo comunque agito così. Non serviamo piccoli snack preconfezionati per una società senza denti, ma grossi, ossuti, grezzi e sanguinolenti quarti di carne… con funghi matti che ci crescono sopra ovunque. Non penso che questo modo di comporre sia qualcosa di particolarmente significativo per la nostra musica, perché ancora cambieremo e ci evolveremo per continuare a crescere. Così questa non è la nostra forza, ma non è nemmeno una nostra debolezza.

Credi che l’artwork sia un aspetto importante in un album, in grado di creare un un’atmosfera di base da espandere poi con la musica? L’artwork di “Elixir Of Sorrow” è legato a qualche significato particolare? Devo dire che l’ho apprezzato molto, cupo e minimale, crea una grande atmosfera senza fuochi d’artificio o effetti speciali…
Un album nella sua completezza, è questo che fa funzionare tutto il concetto. Non potrei avere lo stesso effetto ascoltando mp3, o qualche pezzo su minidisc con nient’altro da vedere oltre ad una piccola luce lampeggiante sul display. Questa è musica castrata -cosa che si adegua alla maggior parte della musica in effetti!- ma non ha niente a che vedere con una profonda esperienza musicale. Devo avere tempo ed abilità per potermi creare qualcosa come un’immagine ottica della musica, leggere i testi (non su uno schermo!) ed essere soprattutto abile a sprofondare nella musica come atto finale. Ogni arte ha bisogno di essere più che un semplice dipinto, alcune righe di un libro, o insomma solo “alcuni pezzi”. E così è interessante vedere che la maggior parte delle uscite mainstream includono niente più che un piccolo booklet senza colori, con una cover pidocchiosa e nessuna anima. Perché gente con gusti mediocri e così poche aspettative verso la propria musica dovrebbe comprare un qualsiasi album? E questa è la ragione della musica su Internet, ed è forse per questo che la scena delle major prende gravi danni…

Prima ho accennato ai vostri testi, vi basate molto su temi spirituali, ma visto che la maggior parte delle canzoni sono nella vostra lingua madre non riesco davvero a capire di che cosa si parli. Puoi spiegarci qualcuna delle tue visioni testuali, e che cos’è per te la spiritualità?
È difficile spiegare il messaggio dei nostri testi, perché non sono intesi per trasmettere qualcosa come uno slogan. Sono pezzi riflessivi, e dovrebbero essere trattati in questo modo. Ma tutti i nostri testi dipingono anche immagini che possono essere descritte, figure che possono essere comparate a quelle che avevamo in mente quando li abbiamo scritti. Proverò a “mostrarti” una di queste, prendendo “The Unknown Dead” perché da una parte è un testo molto visivo, e dall’altra è stato scritto da me e certo non potrei parlarti dei testi di Whyrhd o di Aran, perché sono i loro testi! So che mi hai chiesto dei testi in tedesco, ma questa dovrebbe essere comunque la canzone più adeguata alla tua domanda; non so più dove iniziarono i testi di “The Unknown Dead” ma nacquero da una visione che conteneva niente di più che la prima frase. Per qualche tempo non accadde nient’altro, ma lentamente iniziò a crescere una storia. Una storia che riguardava la crescita di un corpo e della sua mente nel reame della morte, in piena coscienza. Nessun cliché su zombie, o spiriti fantasma che aspettano il negromante in qualche zona del crepuscolo o magari l’inferno, ma semplicemente i meri resti del destino, umano e sovrannaturale. Un singolo pensiero, un singolo dolore, una singolarità dell’essenza spirituale, così forte che diventa ovvia e quasi viva, e racconta storie. È un po’ come un’immagine esagerata, a volte è come uno show di mostri, ma mentre scrivevo questi testi da soli si crearono un qualche valore, troppo reale per essere astratto ma ancora un po’ troppo bizzarro per superare un qualsiasi stereotipo. Non mi è mai importato di questo, le parole furono trascritte semplicemente nel modo in cui vennero fuori, e stranamente funzionavano solo in Inglese – forse perché una lingua straniera ti permette di usare termini che sembrerebbero stupidi in una lingua madre, ma devono comunque essere utilizzati. Quando scrivevo questi testi pensavo che non sarebbero rimasti nient’altro che una storia, qualcosa per creare atmosfera, ma come succede con la maggior parte delle cose, quando hai a che fare con loro ad un certo livello spirituale (o quando loro hanno a che fare con te!) diventano qualcosa di unico, una parte della realtà, ed è probabilmente l’ultimo verso che dona loro questa vita: qualsiasi cosa cerchi di fare per vedere di più, qualsiasi cosa provi per ottenere conoscenza, o peggio potere, qualsiasi cosa creda di sapere; alla fine niente ti può aiutare se non è parte di te stesso, tutto quello che non deriva dalla tua convinzione, o dalla tua esperienza, ti lascerà nel buio più profondo. Ma per non lasciarti nella completa oscurità al riguardo dei nostri testi in tedesco te li tradurrò (grazie… -ndr): Einsamkeit und Dunkelheit – Solitudine ed Oscurità; Zorn aus Äonen – Rabbia degli Eoni; Augenblick – Una Visione Fugace (…del momento di morte); Geister – Fantasmi; Freiheit – Libertà; Hier und Jetzt – Qui e Adesso; Irrlichter – Fuoco Fatuo.
[PAGEBREAK] Ora la domandona filosofica profondissima: credi che ci sia un’anima in ognuno di noi, e che determini molte delle cose che non riusciamo a capire? Come ti poni nella questione “Blakiana” del corpo e mente, energia e ragione? La mente è in qualche modo legata a quell’anima di cui sopra?
Non conosco la filosofia di Blake, e quindi escluderò questa parte della domanda. Posso dire che c’è un’anima in ognuno di noi, e allo stesso tempo non c’è, perché è sempre una piccola parte di una entità universale; e così ogni anima, ogni spirito ed ogni esistenza ha i propri scopi “personali” così come quelli dell’intero al quale appartiene. Nessuna di queste cose fa parte dei nostri obiettivi primari, perché noi possiamo averne solamente una visione molto limitata, quindi è molto importante non provare a lasciare che sia il nostro lato razionale ad essere la guida dell’anima, ma l’esatto contrario. Eppure la tua mente, il tuo modo di pensare molto logico ed umano, ed il tuo comportamento, sono una parte di te e per questo una parte della tua anima, non possono essere lasciati completamente fuori. La mente è il punto di fuga dell’uomo in un mondo che non può essere spiegato, descritto o compreso. Ma non è “tutto”, come molti credono di sapere. Quello che non può essere visto, non può essere descritto, ma può essere “sentito” in un modo molto più puro e sublime, da un’anima che ne abbia la forza e la volontà. Nel periodo della vita ci sono innumerevoli segni dall’interno di una persona ma anche dall’esterno, che continueranno ancora e sempre ad aiutarlo nell’accezione “personale”; ma anche se molti possono essere visti, non possono essere comunque compresi dalla mente razionale, perché non sono creati per questo scopo ma per l’interezza tutta. C’è libertà! Ma c’è anche un “modo sbagliato” che porterà a qualcosa di peggiore del dolore.

Credi che crescere sia una delle questioni più importanti nella vita di un uomo? In che modo la musica si sviluppa all’interno della vostra crescita? Quali sono i cambiamenti più importanti che la vostra musica ha fatto, e che farà nel futuro se riesci a predirlo?
Crescere come “una delle cose più importanti della vita”…? Crescere è vita, e vita significa svilupparsi ed evolversi, e questo avviene anche per la musica. Seguirà qualsiasi cambiamento nelle nostre vite, menti, ed anime, ed allo stesso tempo come parte di noi crescerà ed alla fine morirà con noi.

I tuoi gusti musicali ora. Ascolti molti altri gruppi, di generi accostabili o diversi? Hai altri interessi oltre alla musica?
Le mie maggiori preferenze musicali certamente hanno a che fare con il black metal. Ci sono molte sfaccettature della musica che puoi trovare nel Black Metal, ma anche in altri generi, così non è che sia completamente legato a questa musica. Qualsiasi cosa vada più in profondità che non solo nelle mie orecchie ha il mio apprezzamento.

Ho sentito che nell’estate del 2002 avete registrato il vostro sesto studio album chiamato “Zyklus”, quando potremo ascoltarlo e come suonerà?
“Zyklus” dovrebbe uscire nell’autunno di questo anno, in CD sulla label di Whyrhd “Cold Dimensions”, ed in LP sull’etichetta svizzera “Kunsthall”. Sarà il nostro album più concettuale fino ad oggi, conterrà quattro canzoni chiamate: “The Morning”, “The Day”, “The Evening” e “The Night”. Uno “Zyklus” appunto che rappresenta il ciclo che si trova in ogni aspetto dell’esistenza, prendi ad esempio la nascita, il vivere, il morire e la morte. Il suono sarà più grezzo di quello ottenuto su “Elixir…”, con tastiere non meno presenti ma meglio orchestrate, canzoni più lunghe, fino a 16 minuti, ed un’intensa atmosfera concentrata più sulle singole canzoni che sull’intero album.
[PAGEBREAK] Puoi riassumerci i prossimi progetti e l’attuale situazione contrattuale?
Con Whyrhd che ha creato la propria label, probabilmente tutte le nostre prossime uscite saranno su Cold Dimensions. Visto che abbiamo diversi album tra le mani al momento, questo ci darà la chance di registrare il prossimo disco nei primi mesi del 2005. Senza tutti i problemi che abbiamo avuto con le nostre label lo scorso anno, che ci hanno davvero disturbato, adesso siamo felici di poter avere una completa indipendenza.

Avete intenzione di intraprendere qualche live show nel futuro prossimo? Potremo vedervi in Italia?

Abbiamo ricominciato a suonare dal vivo nel Settembre dello scorso anno, ed abbiamo fatto tre date fino ad ora. Non molte, lo so, ma dalle diverse offerte abbiamo scelto quelle poche che sembravano più adatte ad ognuna delle diverse circostanze. Potevamo fare un tour con i Belphegor ed i Legion, ma visto che ognuno di noi ha i propri lavori non potevamo trovare abbastanza tempo per intraprenderlo. Alcune delle altre offerte non erano semplicemente accettabili, offerte che ci sarebbero costate molto, non potevamo e non volevamo permettercele, non più; l’underground è difficile da gestire, e non ci si può permettere cose del genere! Faremo solo un altro tour in Luglio, e quindi ci concentreremo sul nuovo materiale, così difficilmente suoneremo in Italia nel futuro prossimo, ma ovviamente verremo se qualcuno ci inviterà…

Ok, è tutto, grazie mille e buona fortuna per il futuro!
Grazie per lo spazio nella vostra ‘zine.
With moonstruck regards, Sindar

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