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  • Lunarsea: Route Code Selector

    Lunarsea

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Surrogati di qualità

Non poteva mancare il corrispondente italiano emulo dei Children Of Bodom. I Lunarsea sono al secondo album e praticano il Death Melodic Metal alla scandinava. Quindi, seguendo uno schema prefissato ed immutabile: strofe pestate in growl, ritornelli melodici dal cantato pulito, ampio corredo di tastiere.

Bando all’originalità, i nostri connazionali ripetono a memoria la lezione dei colleghi nordici (tra gli altri, si può avvertire anche l’insegnamento dei capostipiti In Flames e dei Soilwork), riuscendo a centrare più di una volta ciò che gli amanti del genere ricercano: il punto di raccordo tra melodia ed aggressività. La band, che dopo le registrazioni ha visto avvicendarsi alla batterista Stuart Franzoni in sostituzione di Alessio Colonna, dimostra una più che discreta capacità tecnica, mentre la produzione, affidata a Giuseppe Orlando, fa dimenticare i periodi in cui l’Italia era, nel settore, un imbarazzante fanalino di coda.

Non manca nulla all’album per poter valere come diversivo rispetto al classico disco straniero, non comprimendo nessuno degli standard qualitativi del death più commerciale. Un surrogato, dunque: come il grissino per i crakers.

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