Home > Rubriche > Eventi > M.E.I. 2008: Dalla parte dei musicisti?

M.E.I. 2008: Dalla parte dei musicisti?

Dodicesima edizione per la 3 giorni delle etichette indipendenti che come ogni anno si tiene a Faenza. Questa volta gli ospiti del panorama indie italiano erano Er Piotta, Ridillo, Dari, 24 Grana, Bobby Soul, La Crus, Super Elastic Bubble Plastic e Povia, solo per citarne alcuni. Si sono svolte le premiazioni “PIMI” e “PIVI” per miglior video indie, miglior album, miglior autoproduzione; poi interviste, live, showcase e conferenze.

È questa la più ghiotta delle occasioni, quindi, per promuovere i propri servizi da una parte; dall’altra per entrare in contatto con agenzie di booking, etichette e altre utility per musicisti. Ma mettiamoci nei panni di chi la musica la scrive, si autoproduce un demo e va al MEI nella speranza di ottenere qualcosa. Magari non nell’immediato, ma una riposta, un suggerimento, una strada da percorrere!
Purtroppo ci si scontra con la realtà e… indovinate un po’?
Niente. Nessuno si è messo in quei panni.
Chi predica: “La Siae vi paga!”. Certo, se avete 200 date l’anno e centinaia di passaggi in radio allora forse più di qualche centesimo lo si vede! Nel frattempo dietro l’angolo un’agenzia promuove il copyleft.

Poi contest su contest: 250 espositori per altrettante “Battle Of The Bands” aperte a ogni genere d’arte, così che band thrash metal si ritrovano poi a gareggiare con band indie pop.
E non solo: concerti tutto il giorno della durata media di 15 minuti ciascuno; band che suonano su metà palco mentre sull’altra metà altre montano la propria strumentazione.

Per quanto concerne i servizi proposti ai musicisti si trova di tutto: siti, magliette, packaging alternativi, immagine coordinata, booking, scambio date, promozione sul web, digital release, etc. Tutto ad una caro prezzo per qualsiasi tasca, anche se spesso si tratta di baratto: contatti in cambio di tali servizi.

Chiudiamo con l’immagine di scatoloni pieni di demo a ogni angolo e la domanda che sorge spontanea: “Verranno almeno ascoltati?”. Insomma più che un meeting sembra un grande fiera, dove l’unica cosa certa è che il vivere di musica sta sempre e unicamente dalla solita parte.

Scroll To Top