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Ma tu di che segno 6? — Incontro con Neri Parenti e il cast

Per la presentazione a Roma dell’ultimo film di Neri Parenti, “Ma tu di che segno 6?” (qui la nostra recensione), la stampa viene accolta dall’intero cast: Gigi Proietti, Massimo Boldi, Ricky Memphis, Vincenzo Salemme, Pio e Amedeo, Vanessa Hessler, Mariana Rodriguez e Denise Tantucci. In sala anche il regista e gli sceneggiatori, i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina.

Quest’anno sembrerebbe che sul fronte di Natale ci siano stati diversi cambiamenti, tra cui ad esempio la scelta di De Sica con “La scuola più bella del mondo”: vuole parlarci di questo desiderio di novità?
Neri Parenti: Beh, il desiderio è scaturito dal fatto di essere stato licenziato, prima di tutto (ride, ndr). Poi ci siamo incontrati con Carlo ed Enrico e navigando su Internet abbiamo cercato quali fossero le parole più cliccate. E, secondo solo al meteo, YouTube e Papa Francesco, nei primi posti dell’elenco c’era proprio l’oroscopo. Così abbiamo iniziato ad elaborare un’idea e a scegliere i protagonisti. Io, oltretutto, ho lavorato con decine di attori, ma un cast così non l’ho mai avuto in tutta la mia carriera! L’intento era quello di fare un film comico e, grazie a questi attori, ci sono riuscito.

Come vi siete trovati ad “adattare” la sceneggiatura a un cast così caratteristico?
N. Parenti: In generale sono tutti grandi professionisti, e non ho dovuto modificare nulla dei personaggi studiati. Con Pio e Amedeo c’è stato qualche problema, visto che la sceneggiatura per loro era come se non ci fosse! Improvvisavano costantemente.

Vincenzo Salemme: Loro due, poi, sono veramente bravi e suscitano subito risate nel pubblico. Perciò l’attore acquisisce fiducia e improvvisa ancora di più.

Massimo, che effetto fa ritornare a lavorare con Neri Parenti dopo così tanti anni?
Massimo Boldi: In effetti per me è stata una grande gioia. Avevo questo desiderio da ben nove anni. Quando ho lasciato la Filmauro di De Laurentiis avrei voluto portare con me Neri. Il primo giorno di riprese, dopo il primo ciak, mi è sembrato che il tempo non fosse mai passato.

Pio e Amedeo, come avete vissuto questa prima collaborazione con Neri Parenti?
Pio D’Antini: Innanzi tutto siamo contenti di aver dato la possibilità a gente come Proietti, Boldi e Salemme di fare un film. Se lo meritano, faranno strada (ridono, ndr).

Amedeo Grieco: È chiaro che scherziamo. Siamo felicissimi di aver lavorato accanto a mostri sacri di questa portata. Essere stati diretti da Neri per noi è stata un’importante esperienza lavorativa e di vita. Ci è servito molto, abbiamo “rubato” il più possibile dalla sua conoscenza…

P. D’Antini: … E anche da casa sua! Abbiamo rubato tutta l’argenteria (ridono, ndr).

Carlo ed Enrico Vanzina, avete dato il via al filone dei film di Natale, e con “Ma tu di che segno 6″? tornate nuovamente a realizzare una pellicola a tema. Com’è stato per voi?
Carlo Vanzina: Prima di tutto ci terrei a chiarire che la definizione “cinepanettone” non rende giustizia, perché nella storia del cinema italiano alcuni tra i più grandi film sono usciti a Natale. “Il Sorpasso“, per citarne uno. C’è sempre un forte pregiudizio nei confronti di questo genere. Quando al pubblico in realtà piace, si diverte. Soprattutto in un tempo cupo come quello che viviamo, lo spettatore è spinto dalla voglia di ridere di gusto. E questo è il segreto che Neri Parenti ha saputo cogliere. Abbiamo messo tanta verità, e il risultato ha soddisfatto tutti noi. E se vorremo rimpadronirci del Natale, l’onestà usata nel riproporlo sarà senz’altro premiata. È in fondo un film comico, popolare, che non ha altre pretese se non quella di far ridere.

Enrico Vanzina: Per noi sta diventando veramente complesso ultimare i lavori, poiché in Italia il cinema è relegato alla pay tv. Se un tempo le grandi produzioni finanziavano credendo a un progetto, oggi noi stessi investiamo di tasca nostra. Nessuno ha ancora comprato “Ma tu di che segno 6?”. Perciò col passare del tempo la strada da compiere sarà quella dei film indipendenti. Per cui bisogna fidarsi e rischiare. Proprio come abbiamo fatto noi adesso: un’idea fondata esclusivamente sulle nostre forze.

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