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Machete uccide ancora. Forse troppo?

Torna in “Machete Kills“, presentato in anteprima al Lucca Comics & Games e dal 7 novembre al cinema, l’agente creato da Robert Rodriguez e interpretato da Danny Trejo. All’inizio del film vediamo il nostro eroe arruolato nella “migra” (controllo dell’immigrazione) e impegnato nella battaglia contro i cartelli della droga ma, dopo alcuni tragici eventi, sarà reclutato dal presidente degli Stati Uniti in persona (Charlie Sheen) per eliminare un folle rivoluzionario sudamericano che minaccia di lanciare una testata nucleare su Washington. È solo l’inizio di un rocambolesco percorso che lo porterà ad incrociare la strada (e il machete) con il magnate e costruttore d’armi all’avanguardia Luther Voz (Mel Gibson) e con un camaleontico Killer capace di assumere diverse identità chiamato, per l’appunto, El Camaleon.

In questo nuovo capitolo, Machete si presenta come incrocio tra Rambo e Jena Plissken (catapultato in un territorio ostile, dovrà riportare, senza l’aiuto di nessuno, una certa persona prima che scada il conto alla rovescia), poi una specie di James Bond con tanto di gadget ipertecnologici e supercattivo a capo di un’associazione che ricorda molto la Spectre, e alla fine finiamo addirittura dalle parti di Star Wars. In tutta questa baraonda di fughe e uccisioni spettacolari a risentirne è proprio il nostro mitico personaggio, che ne risulta denaturato e troppo asservito alla enorme varietà di situazioni in cui si viene a trovare.

Il bello di Machete era nella forza e nell’atmosfera di una storia semplice, con pochi personaggi ma a loro modo tutti ben caratterizzati. Qui l’impressione è che si sia voluto un po’ strafare, con troppi personaggi e troppo poco tempo per affezionarcisi (oppure odiarli). Lo stesso Machete, mentre nel primo capitolo era granitico, silenzioso, e ogni sua battuta arrivava come una sentenza, assumendo una valenza quasi leoniana (ricordava sotto molti aspetti il Clint Eastwood della trilogia del dollaro), qui è troppo caricato, e alcune delle sue uscite sfiorano in maniera preoccupante la macchietta. Fastidioso poi l’eccessivo utilizzo del computer nelle scene più sanguinose, soprattutto se sullo schermo vediamo un veterano come Tom Savini.

Quindi questo Machete Kills è proprio da buttare? Direi di no, ma si sa, quando si vuol bene a qualcuno, e questi parzialmente ti delude, sono sempre i lati negativi a risaltare di più. Si vede che Rodriguez in questa pellicola ci ha messo il cuore, e si è divertito un mondo a girarla, probabilmente più di noi spettatori nel vederla (la noia fa capolino più di una volta), ma rimane comunque un intrattenimento abbastanza valido. E alcune performance sono davvero imperdibili: dal presidente di Charlie Sheen, questo sì perfettamente sopra le righe, alla bellissima e fatale Amber Heard (già vista nel capolavoro incompreso “The Ward”) nei panni della spietata Miss San Antonio e un Mel Gibson finalmente in parte come non lo era da anni. E poi c’è sempre ‘immenso Danny Trejo che vi regalerà alcuni momenti di intenso godimento.

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