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Machine Head al Live Club di Trezzo, report live e scaletta

Guarda la scoperta: i Machine Head hanno sufficiente potere di richiamo per organizzare un tour senza altre band a fare da spalla. La percentuale di riempimento del Live Club di Trezzo lo scorso 2 ottobre dà loro ragione. Non si tratta di una band di virtuosi, non sono uniformemente rispettati nell’ambiente della musica “dura”, neppure godono dello status di artisti di nicchia.

Eppure, se l’heavy metal è sopravvissuto al terremoto delle mode di inzio anni ’90, lo si deve anche ai Machine Head. Durante le due ore e mezza di concerto (!) è palpabile lo stacco tra i pezzi di allora (“From This Day”) e quelli provenienti dai dischi pubblicati negli ultimi dieci anni (“Now We Die”), apertamente thrash, con la sola predilizione per il groove a fare da trait d’union col passato. La rabbia, drammatizzata a dovere, emanata dal frontman Robb Flynn – di per sé non certo un gigante – fa splendere come non mai le tracce registrate in studio. Anche il pubblico è variegato: non molti capelloni, non molti giovanissimi. Il pogo non si arresta, anche se le richieste che giungono dal palco riescono a far funzionare qualche circle pit. Applausi a scena aperta per il “frantumante” lavoro di Dave McClain dietro le pelli.

Per chiunque avesse voluto assistere a un best-of dal vivo della band californiana, questa era la data giusta. Tra la furibonda “This Is The End” e “Now I Lay You Down”, ormai un classico, non c’è spazio per significativi buchi di repertorio o per pause prolungate da parte del gruppo. Una soddisfazione condita con lividi, urla e sudore.

La scaletta dei Machine Head a Milano:

intro: Diary of a Madman (Ozzy Osbourne song)
Imperium
Beautiful Mourning
Now We Die
Bite the Bullet
Locust
From This Day
Ten Ton Hammer
This Is the End
Hallowed Be Thy Name (Iron Maiden cover)
The Blood, the Sweat, the Tears
Crashing Around You
Darkness Within
Declaration
Bulldozer
Killers & Kings
Davidian
Descend the Shades of Night
Now I Lay Thee Down
Aesthetics of Hate
Game Over
Old
Halo
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