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Madonna: Mad For Madonna

Abbiamo il piacere di intervistare l’autore di “Mad For Madonna”, Francesco Falconi.
Non perdetevi questa succulenta chiaccherata alla scoperta della diva più… diva di sempre.

Sei uno scrittore di narrativa fantasy con ormai 9 romanzi all’attivo: come mai questa svolta nella saggistica e, nello specifico, nella musica?
Da tempo avevo il desiderio di sperimentare un tipo di narrativa che non fosse strettamente fantastica. Un primo passo è stato fatto con “Gothica”, romanzo sociale per Edizioni Ambiente a cavallo tra la fantascienza e il mainstream. La biografia di Madonna è nata per puro caso: sono sempre stato un fan della cantante e quando vidi che Castelvecchi aveva pubblicato una bio su Lady Gaga chiesi scherzando come mai ancora non ne avevano una sulla vera Regina del Pop. Il direttore editoriale mi rispose con un secco: “Perché non la scrivi tu?”

Di che tipo di materiale ti sei servito principalmente? Altre biografie in volume, articoli da giornali d’epoca, articoli in Rete, interviste dirette con collaboratori…?
La ricerca è stata molto più dura della stesura: mi sono avvalso di tre biografie su Madonna e di centinaia di articoli in rete. La vera difficoltà è stata quella di filtrare il gossip dalla cronaca, un’operazione affatto banale. Infine, nell’appendice del libro, si trova un’intervista ai due fondatori di Madonnatribe, uno dei fandom più importanti su Madonna a livello europeo.

Una carriera lunghissima attraverso 3 decenni: come hai strutturato un libro così denso di materiale?
Lo ammetto, il rischio era quello di perdersi. Durante la definizione della scaletta ho provato diverse strutture, all’inizio ero convinto che una divisione a livello artistico avrebbe funzionato (musica, cinema, scrittura e quant’altro). Il rischio però era quello di creare qualcosa di confuso e non dare il giusto peso all’evoluzione artistica di Madonna, così ho scelto la scaletta temporale (dagli esordi ai giorni nostri), rendendo la lettura più facile.

Un segreto poco conosciuto sul carattere della signora Ciccone che hai scoperto durante il tuo lavoro di ricerca…
Impossibile dirlo, perché il pubblico contamina il privato e viceversa. Non è facile stabilire una linea di confine, determinare una sfumatura che Madonna stessa non ha imposto e su cui non ha giocato. Senza dubbio è una persona estremamente intelligente, ma come tutti noi ha le sue debolezze. Credo che la più grande paura di Madonna, oltre quella di invecchiare e morire, sia quella di essere fregata. Che le persone stiano accanto solo al personaggio Madonna, alla sua fama e alla sua ricchezza. Paura che si è accentuata dopo la rottura con il fratello Christopher.

Il titolo del libro, “Mad For Madonna”, gioca su una riuscita allitterazione che esprime un legame preciso fra il tipo di volume e il tipo di lettore cui è principalmente destinato. È stata un’idea tua o dell’editore?
Una mia idea. Mi piaceva l’allitterazione Mad con Madonna, e ovviamente il significato delle parole. L’amore dei veri fan di Madonna rasenta la pazzia, è un dato di fatto.:)
[PAGEBREAK] L’indice è tutto in inglese; non ritieni sia una scelta azzardata, visto che l’Italiano medio ha poca dimestichezza con la lingua d’Albione? Non pensi sia un problema quantomeno percepibile dal lettore non così “pazzo per Madonna”, e quindi non in grado di percepire riferimenti a titoli di tour e dischi, e tuttavia interessato a farsi un’idea del fenomeno attraverso il tuo libro?
Be’, credo che l’antologia sia molto di più di un indice. Con i titoli alle sezioni mi sono divertito a giocare con gli aforismi di Madonna, le sue canzoni e tour. Scelta che apprezzeranno i fan e magari incuriosiranno chi non la conosce, perché scopriranno il significato del titolo nelle pagine del libro.

Parte dell’incasso dell’autore per questo libro sarà devoluto all’associazione Raising Malawi, di cui Madonna è co-fondatrice. Sai se lei è al corrente di questo tuo contributo, oppure l’accordo è stato preso solo con i rappresentanti dell’associazione?
No, sarebbe stata una strada troppo lunga e impraticabile, anche se avvertirò l’associazione all’uscita del libro.
Tutte le associazioni chiedono diecimila verifiche prima di dare il loro sostegno ufficiale, perché troppo spesso abbiamo letto di personaggi che sfruttano la beneficienza per avere un ritorno d’immagine. Questo non era il mio fine, in “Mad For Madonna” non ho inventato nulla. Non ho creato un mondo o dei personaggi come nei miei romanzi precedenti, ho solo parlato della vita di Madonna. Quindi, mi sembrava giusto ricambiare questo “favore” donando parte dei ricavati all’associazione di cui Madonna stessa è co-fondatrice, la Raising Malawi.

Quali sono, secondo te (se ritieni ce ne siano o ce ne siano state in passato), le artiste paragonabili a una Madonna? E cosa pensi delle cloni tipo Lady Gaga?
Tante stelle comete, poche cantanti che hanno segnato la storia della musica come Madonna. Innumerevoli coloro alle quali è stato attribuita l’onorificenza di erede di Madonna (Britney Spears, Kylie Minogue, Christina Aguilera e la stessa Lady Gaga). Tutte stelle che si sono eclissate dopo pochi anni, mentre quella di Madonna brilla da tre decadi.
Trovo interessante il personaggio di Lady Gaga, anche divertente. Non so quanto resisterà sulla scena musicale, anche perché sta calcando le orme di Madonna senza apportare nulla di nuovo (la vicinanza al mondo gay, gli scandali religiosi e quant’altro… tutto già visto, ma avviene in un’epoca in cui vedere Lady Gaga vestita da suora ingoiare un crocifisso non ci fa neppure sbattere una palpebra).
Vedremo, in realtà non credo ci sia una vera concorrenza. Madonna, come sempre, corre da sola ed è già pronta a stupirci di nuovo a fine anno.

Madonna non è mai stata una bellezza/voce/ballerina mozzafiato, eppure è riuscita – lavorando sodo per affinare al massimo ciò che aveva – ad avere un successo enorme e, quel che è più difficile, duraturo. Secondo te ha giocato di più la caparbietà caratteriale, l’innata capacità manageriale, l’istinto per la provocazione o una serie di scelte oculate per quel che riguarda produttori, manager e arrangiatori?

Madonna è una goccia di talento in un mare di ambizione. Così la definì Mick Jagger, ma credo che sia limitativo. Madonna è una donna estremamente intelligente, sa cavalcare le mode e definirle lei stessa, ama l’arte e la sa reinventare nella sua musica. Ma, soprattutto, non si ferma mai, ed è pronta a scovare nuovi talenti e produttori per lanciare sound sempre diversi. Questa, in poche parole, la ricetta di un successo di trent’anni. Senza dubbio ha commesso i suoi errori commerciali, basti pensare ai flop di “Erotica” e “American Life”. Ma, se le sue colleghe si sarebbero eclissate dopo quegli sbagli, Madonna è riuscita a rialzarsi, cambiare registro e tornare la numero uno.
[PAGEBREAK] Dalla tamarra tutta pizzi e crocifissi che sculettava su una gondola nel video di “Like A Virgin”, dalla voglia di scandalizzare dei tempi di “Erotica”, alla donna sofisticata di “Frozen” e all’elegante sobrietà della performance di Live 8: un percorso di trasformazione portato semplicemente dalla maturazione anagrafica o c’è dell’altro?
Credo sia un percorso di formazione, un’evoluzione ben precisa. Dopo “True Blue”, Madonna ha capito che poteva esprimersi come desiderava, perché aveva un forte ascendente sulla Warner Bros. Quindi, senza sottovalutare la sua acutezza commerciale, Madonna ha espresso il femminismo, l’emancipazione sessuale, la volontà di annientare ogni tabù. Poi, com’è giusto che sia, ogni cambiamento nella sua vita personale ha influenzato la musica. Ed ecco appunto il periodo di Evita, la nascita di Lola, la svolta mistica e il ritorno alla dance. Fino alla crisi dell’industria musicale e alla rottura con la Warner a favore della Live Nation. È un percorso ben preciso, in linea con l’evoluzione della nostra società.

L’epoca che prediligi dal punto di vista musicale e quella che prediligi dal punto di vista dell’immagine . E naturalmente ci devi spiegare il perché;)

Domanda difficile. Ogni sound di Madonna si incastra perfettamente nel periodo in cui è collocato. A parte i primi successi, amo profondamente la Madonna sofisticata di “Ray Of Light”, un album denso di significati. Ho apprezzato “American Life”, benché sia ritenuto un flop, perché a mio avviso contiene davvero delle belle canzoni, e la svolta dance di “Hung Up”.
Dal punto di vista dell’immagine, preferisco la Madonna castana, che la rende molto più italiana:). Meravigliosa nel video di “Rain”, “Frozen” e in “The Power Of Good-bye”.

Madonna è un’artista versatile, musica ma anche cinema, moda e addirittura libri. La tua opinione riguardo a queste vesti collaterali…

Sperimentazioni. Madonna non ha problemi economici, ma dopo anni di carriera ha deciso di muoversi su altri campi artistici. Eccezion fatta per “Evita”, il cinema è stato sempre una nota dolente, benché adesso abbia deciso di provare la strada della regia. Interessante anche la parentesi della scrittura, un progetto totalmente in beneficenza. Madonna resta una cantante e una ballerina, non si discute, ma è interessante vederla impegnata su altri fronti. Che il risultato sia riuscito o meno, quello lo deciderà il pubblico.

Dopo tutti questi anni ci sono ormai parecchie monografie su Madonna: fingiti salesman 8-) e spiega perché il tuo volume va comunque letto…
Semplice: nessuna biografia è stata scritta da un fan. Nessuno ha messo la mia stessa passione. Non mi interessano le royalties, tanto che le devolvo in beneficenza. Per me è stato un sogno: ho unito la passione per Madonna con quella della scrittura. Matrimonio perfetto? A voi il giudizio.

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