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  • Madonna: Rebel Heart

    Madonna

    Interscope / none

    Data di uscita: 10-03-2015

    Loudvision:
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“Reberl Heart” è l’ultima fatica di lady Ciccone (13° album di Madonna), uscito lo scorso 10 marzo 2015, realizzato con l’aiuto di alcuni amici produttori.

Un album che racchiude tutte le sfaccettature di Madonna: dal brano pop elettronico a quello più ricercato e sperimentale, a quello dance, e addirittura un po’ di gospel.
E infatti, ce n’è per tutti i gusti, e per tutti coloro che la amano nelle sue diverse vesti sonore.

La versione standard contiene 14 brani, quella deluxe ben 19. “Rebel Heart” è un album con due essenze: una amorosa (riflessioni, fallimenti in amore, insicurezze), l’altra più “ribelle”. Madonna, si sa, è un’Artista con una forte personalità (che le piace marcare nelle sue canzoni, a volte adorata, altre criticata).

Dopo il già noto apripista “Living For Love” (tipico brano da radio) caratterizzato da un sound molto dance (ma c’è anche del gospel e pop) e che gode della collaborazione di Diplo, si passa a “Devil Pray”, su una base country, al quale ha contribuito Avicii. E’ un brano contro gli abusi, le droghe e tutti i tipi di dipendenze. Segue “Ghosttown”, più “soft” rispetto alle precedenti. E’ in canzoni come queste che apprezziamo la sua bellissima voce.

Si torna, poi, a ballare con “Unapologetic Bitch” dai ritmi più reggaeton. Un brano che potrebbe impiegarci poco a diventare un tormentone estivo, anche se meno bello degli altri. E ancora “Illuminati” con Kanye West: anche questo viaggia sulla stessa lunghezza d’onda di “Living For Love” (sarà la presenza del rapper di Chicago a renderlo più appetibile, senza di lui avrebbe perso un po’). Il disco continua con “Bitch, I’m Madonna” (feat. Nicki Minaj). Come a volte capita nei migliori album, anche in “Rebel Heart” c’è qualche “pecora nera”, che troviamo proprio in questa sesta traccia. Il sound è talmente “pesante” da rendere l’ascolto fastidioso (3:47 min di sofferenza), meglio passare avanti. Per fortuna recuperiamo l’udito con “Hold Tight” (niente di che, ma sempre meglio del precedente).

Ottavo brano è “Joan Of Arch”. Decisamente un’altra cosa. Possiamo considerarlo uno dei brani più belli dell’album, ricordandoci la Madonna di “Like A Virgin”.  Altrettanto bello è “Iconic”, feat.Mike Tyson e Chance The Rapper, dalla sonorità più tenebrosa, ma rende meglio se ascoltata più volte.

A seguire “HeartBreak City” e “Body Shop”: anche queste tra le più belle. La prima più introspettiva; la seconda più adatta a una giornata di sole e all’insegna del relax (sarà il suo della chitarra a farci viaggiare con la mente).

Si continua con “Holy Water” (un altro colpo basso). Sarebbe stato meglio rimpicciolire il lavoro, evitando momenti deludenti come questi, dove Madonna non è la Madonna che siamo abituati ad ascoltare.
Inside Out”,  13° brano di “Rebel Heart”. Si ritorna ai livelli di “Joan Of Arch”. Questi enormi sbalzi di sonorità potrebbero confonderci un attimo, rischiando di penalizzare i pezzi migliori dell’album.
Chiude la versione standard del disco “Wash All Over”, che possiamo tranquillamente aggiungere alla “lista bianca” di Rebel Heart.

La versione deluxe dell’album fa recuperare qualche punto in più al disco con “Best Night” e con l’orchestrale “Messiah” (lodevole in questa versione), spiccando d’originalità in “Veni Vidi Vici” con Nas.  Un po’ meno con “SEX”. Infine “Rebel Heart”, ominimo del disco, è una lotta contro le convenzioni.

Da questo cuore ribelle ci aspettavamo qualcosa in più. Ma lei, regina del pop internazionale, può permettersi il lusso di creare ciò che vuole. La sua fama è ormai indiscutibile.

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Contro

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