Home > Recensioni > Magellan: Symphony For A Misanthrope
  • Magellan: Symphony For A Misanthrope

    Magellan

    Loudvision:
    Lettori:

Misantropia in musica

The seven new song deal with the miserable performance and result of humanity in almost all areas“, così parlò Trent Gardner. Una frase che, al di là dei suoi risvolti socio-politici, vuol dire sicuramente qualcosa dal punto di vista musicale. La prima cosa che infatti si nota di questo “Symphony for a Misanthrope” è il mood cupo e introspettivo con cui si caratterizza. Un mood che fatica a nascondere una disillusione che si tramuta quasi in rabbia fin dall’opener sinfonica, “Symphonette”, per prendere forma in tutta la sua essenza nel Dio disgustato di “Why Waters Weed” che vorrebbe prendere il mondo come fosse una palla da basket e lanciarlo via, solo per il gusto di vedere finalmente finire questa chiavica che il nostro pianeta è diventato – non è la più rosea delle visioni, ma questa è una sinfonia per un misantropo mica per niente.
A parlare in maniera disincantata delle storture della società odierna è un po’ tutto il disco e la musica di cui è fatto, la quale, seppur distinguibilmente dei Magellan (cfr. “Every Bullet Needs Blood”), è adeguata a ciò che il lavoro vuole dir. Non mancano comunque delle gustose variazioni sul tema, probabilmente inevitabili viste le tematiche portanti del lavoro, lo dimostra “Doctor Condoctor”, che attraverso i suoi inediti (per i Gardner Bros) accenti prog metal parla di invadenti e presuntuosi salesman che affollano tutto il nostro quotidiano. Intervengono poi anche delle melodie acustiche ad accompagnare le riflessioni di “Wisdom” (riassumibile nel concetto per il quale non c’é un concetto di saggezza universale, ma ognuno deve cercare il proprio, per non cadere in rappresentazioni dal petto gonfio ma dalla magra essenza).
“Symphony for a Misanthrope” rimane comunqu un disco nel quale a cambiare è innanzitutto l’atmosfera, perfetta per le liriche che racconta, che si respira in un opera ben ispirata che i fan della band non dovrebbero lasciarsi sfuggire. Per tutti gli altri, invece, non sarà un’opera indispensabile, ma un platter di sicuro da non lasciare passare inosservato.

Scroll To Top