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Primo Maggio 2014: Roma vs Taranto, la sfida tra concertoni

Che sarebbe stata una bella sfida tra concerti si sapeva già in anticipo. Il concertone di Roma vs il concerto a Taranto: quale scegliere? Dove andare?

Una sfida all’ultima nota, ma sembra che la partita sia stata vinta dalla città dell’Ilva, ma non per numero di presenze. Nonostante si contassero ben 700 mila persone a Piazza San Giovanni che annualmente si guadagna il suo bel successo smuovendo gli animi italiani da ogni parte della Penisola, tanto rumore arriva anche dall’evento nel Parco archeologico delle Mura greche a Taranto, che si è fatto di gran lunga sentire. C’è da dire che i preamboli promettevano bene per la città pugliese che ha visto la partecipazione di grandi artisti come Capossela, Caparezza, Roy Paci, Fiorella Mannoia, gli Afterhours e molti altri, tutti uniti per discutere sul tema del riscatto sociale. L’invito a partecipare era, dunque, allettante. Ma ciò che avrà spinto le centomila presenze (così informano gli organizzatori), sarà stato quel bisogno di sentirsi uniti, come in una grande famiglia, per lottare contro quel male che minaccia la vita di numerose persone, e ingiustamente.

Una sorta di “dovere morale”, quindi. Si potrebbe definire, infatti, come il concerto delle associazioni, dei lavoratori e dei cittadini a 360 gradi, ai quali è stata data parola tra un’esibizione e un’altra per esprimere tutto quel profondo malcontento nell’assistere alla degenerazione più assoluta e silenziosa della loro terra. A vincere in questa sfida tra concerti è stato il profondo desiderio di “gridare” dei chiari messaggi di aiuto e di farsi sentire in quei luoghi dove regna più il silenzio che altro. A infondere la giusta carica sono stati, in primis, i due direttori artistici: Roy Paci e l’attore italiano Michele Riondino: più motivati che mai.

Intanto nella Capitale si rinnova, come ogni anno, l’invito a non mollare accompagnato da parole di conforto. E quest’anno una prestante denuncia arriva dall’ospite speciale, Piero Pelù che ha attaccato senza troppe ambiguità il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. «Gli F35 rubano i soldi a scuole e ospedali. Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro. Il non eletto, ovvero sia il boyscout di Licio Gelli, deve capire che in Italia c’è un grande nemico, un nemico interno che si chiama disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, camorra, ‘ndrangheta. La nostra è una guerra interna, il nemico è dentro di noi, forse siamo noi», ha detto il rocker fiorentino al pubblico del concertone. Un Piero che non teme le conseguenze delle parole dette, e il suo impegno morale è ammirevole. L’aria che si respira in Italia si è fatta a dir poco pesante, serve un cambiamento e l’1 maggio è l’occasione giusta per dar voce anche alla musica.

Che il vento quest’anno abbia soffiato a favore del concerto di Taranto può considerarsi una gran bella vittoria: forse è un chiaro messaggio che qualcosa sta cambiando. Sembra, infatti, che proprio ieri i gladiatori si siano spostati a Taranto. Nulla da togliere al nostro affezionato concertone di Piazza San Giovanni, che continuerà sempre a farci gioire, dimenticandoci, o forse ricordandoci, per un giorno intero quanto sia difficile affrontare la vita quotidiana e i suoi infiniti ostacoli. Ricordandoci anche un po’ di quanto paradossale sia festeggiare qualcosa che non c’è, il lavoro, dal momento che sta diventando sempre più un’utopia.

Ad ogni modo, Taranto o Roma, poco importa. Ciò che conta è restare uniti, “leccandoci le ferite” e cercando di curarle.. e la musica è un ottimo strumento per farlo.

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