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Orchestral Pop all’ennesima potenza

Vengono da quel posto magico chiamato Memphis i Magic Kids, ed è proprio alla città in cui sono cresciuti che dedicano l’album d’esordio.

Pubblicato da Matador Records, “Memphis” presenta undici tracce per circa trenta minuti di suoni e colori fedelmente ispirati ai Beach Boys, con qualche influenza Presleyana e tanto indie-pop contemporaneo.

Arrangiamenti composti da chitarre, tastiere, violini, archi e cori di bambini che si cimentano in testi all’apparenza innocenti danno vita ad un semplice ma potente orchestral pop e riescono a riportare giovane anche chi, ormai, non lo è più.

Semplice e breve: “Memphis” piace proprio per questo. L’album sembra quasi un concept sull’adolescenza e ciò contribuisce a renderlo immediato ed accessibile un po’ a tutti. Sicuramente piacevole e perfetto per la fine dell’estate, ma destinato a resistere poco nel tempo. I Magic Kids però hanno giocato bene le loro carte presentando una rara disinvoltura per essere al primo album, nonostante debbano affrontare il confronto con i simili The Drums, band che ha esordito proprio quest’anno. Per il momento, prova superata. Ne sentiremo sicuramente parlare ancora.

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Contro

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