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Magnum: Magnum Opus

“The Visitation” è uscito da poche settimane ed i Magnum si preparano per l’ennesimo tour europeo da cui purtroppo è stata esclusa l’Italia. Non potendo vederli calcare i nostri palchi, ci accontentiamo di scambiare quattro chiacchiere con il loro leader Tony Clarkin.

Anno nuovo, disco nuovo. Vogliamo parlarne?
I brani inclusi in “The Visitation” sono stati scritti in un periodo di circa 16 mesi, sfruttando le pause tra uno show e l’altro del tour. Rispetto a quanto abbiamo fatto in passato, mi pare di poter dire che ne è venuto fuori un sound un po’ più oscuro e complesso. Non è comunque stata una mossa pianificata a tavolino. Penso che la gente troverà molto interessante ascoltarlo, e personalmente sono molto soddisfatto del risultato.

Toglimi una curiosità; visto che sei il principale compositore dei Magnum, quando scrivi lo fai con in testa la voce di Bob?
Sai, quando per 38 anni scrivi canzoni per una band come i Magnum ed un cantante come Bob, ti rendi conto che spontaneamente finisci per scrivere avendo in testa un sound ed una voce ben precisa. Non ci fai nemmeno più caso.

Ho notato una certa vena ambientalista nei testi dei nuovi brani…
Considerato il triste stato di questo pianeta, non puoi fare a meno di venire influenzato da quanto ti accade intorno. Sicuramente è un argomento su cui vale la pena soffermarsi

Siamo nell’era della musica digitale ma noto con piacere che i vostri album escono anche in vinile.
Pare strano a dirsi, ma in giro ci soni ancora persone che preferiscono comprare i cari, vecchi dischi in vinile. La nostra casa discografica ha raccolto questa esigenza ed ha deciso di pubblicare anche la versione vinilica dei nostri album, il che è davvero ammirevole visto che si tratta comunque di un prodotto di nicchia, destinato ad una ristretta minoranza di acquirenti. In ogni caso, devo ammettere che il formato e la possibilità di avere la classica copertina che si apre esalta l’artwork. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, il vinile presenta un suono più caldo, il che presenta aspetti sia positivi che negativi, ed ovviamente il gradimento di ciò è estremamente soggettivo.

Immagina di dover spiegare i Magnum a qualcuno che non li conosce facendogli ascoltare un unico vostro brano. Quale sarebbe?
Mi risulterebbe piuttosto difficile spiegare i Magnum indicando un’unica canzone, ne dovrei scegliere diverse, se non altro per rendere giustizia ad un repertorio abbastanza vario e diversificato. Diciamo che se proprio fossi costretto a sceglierne una ed una sola sarebbe “Les Morts Dansant”, solo ed esclusivamente perché in quel brano si può davvero trovare tutta la passione e l’approccio lirico che l’ascoltatore dovrebbe aspettarsi dal tipico brano dei Magnum.
[PAGEBREAK] Con chi vorrebbe suonare Tony Clarkin se e quando i Magnum chiuderanno la loro carriera?
Guarda, sono molto coinvolto con i Magnum e adoro lavorare giorno per giorno con i miei compagni, quindi in tutta franchezza ti devo dire che oggi come oggi non suonerei con nessun altro.

Beh, però in passato hai spento i Magnum per accendere gli Hard Rain.
Vero, è successo in un momento molto particolare in cui ero un po’ disilluso dalla situazione in cui si trovavano i Magnum, e dalla routine disco-tour-disco-tour. Creare gli Hard Rain mi ha dato la possibilità di fare qualcosa di fresco e diverso dal solito. E soprattutto ha fatto in modo che si riaccendesse in me la fiamma che poi ha riportato in vita i Magnum, per nuovi dischi e nuovi tour.

Ascolti musica nel tempo libero? C’è qualche artista che ti intriga particolarmente?
Quando non lavoro con i Magnum faccio tutto tranne che ascoltare musica. Francamente preferisco passare il mio tempo libero seguendo le notizie che arrivano dal mondo e guardando qualche buon film.

Pochi mesi fa ho sono comprato “The Gathering”, il vostro cofanetto retrospettivo. Sai che è davvero un bell’oggetto? Non solo per i contenuti, anche per l’artwork ed il libro illustrato.
Ti ringrazio per i complimenti, Rodney Matthews ha creato, come di consueto, un’eccellente artwork per questo cofanetto. Dei contenuti se ne è preso carico Al, il nostro bassista. Concordo con te, è davvero un buon prodotto sotto tutti i punti di vista.

Hai notato che sempre più frequentemente si sente dire che l’AOR sta tornando di moda? Che ne pensi?
Come al solito, in questo mondo c’è spazio un po’ per tutti i generi musicali ma se è vero che l’AOR sta tornando di moda, questo non può che essere positivo, soprattutto per una band come i Magnum.

Tornando all’uscita del nuovo disco, immagino lo sosterrete con un tour.
Si saremo in tour a Marzo ed Aprile, abbiamo previsto 38 date in Inghilterra ed un po’ in tutta Europa. Non vediamo l’ora di portare in giro questi nuovi brani, ma in scaletta troveranno posto anche molti pezzi dei dischi precedenti. Siamo molto eccitati alla prospettiva e siamo certi che ognuno troverà in scaletta qualcosa di particolarmente gradito.

Niente Italia, però. Come mai? Strascichi legati all’annullamento della data di Bologna lo scorso tour? Ma cos’era successo poi?
È successo che siamo arrivati al locale e non era disponibile tutta la strumentazione che avevamo richiesto, il che ci ha reso sostanzialmente impossibile suonare. Ci è spiaciuto molto perché in passato tutti gli show che abbiamo fatto in Italia sono sempre stati molto positivi. Purtroppo non siamo riusciti ad includere il vostro paese in questo tour, ma sicuramente verremo a trovarvi con i prossimi.

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